Via le croci cristiane dai Pirenei per non turbare ‘loro’

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Stop alle croci cristiane sulla cima delle montagne catalane. Dall’estate 2018 sono state distrutte diverse croci, tra cui quella di Carlit (Pirenei orientali) che era stata eretta dall’esercito. Ora i militari hanno deciso di non installarne più.

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Non ci sono più croci in cima al Carlit. Durante l’estate del 2018, “sconosciuti” le hanno distrutte durante una spedizione punitiva sulla cima più alta dei Pirenei orientali, a 2.921 metri sul livello del mare. Le due croci cristiane sono state distrutte, inclusa quella che i commandos di Mont-Louis (CNEC, centro nazionale di addestramento per i commando francesi), avevano installato e sigillato nel 2015 usando un elicottero.

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La croce più recente, con le insegne militari del CNEC e il logo del dipartimento, è stata segata e gettata nel vuoto. L’esercito sta conducendo le indagini. “Abbiamo capito cosa è successo” , ha detto il tenente colonnello Christophe Correa, un delegato del dipartimento, “hanno raggiunto il Carlit con una smerigliatrice negli zaini e hanno usato il macchinario per distruggere la croce che misurava 1m40. e che pesava 40 kg.”

Ora l’esercito francese ha rinunciato ad erigere una nuova croce.




8 pensieri su “Via le croci cristiane dai Pirenei per non turbare ‘loro’”

  1. A quasi 3.000 metri in mezzo al nulla come la fai funzionare…si sono portati un generatore, sai quanto pesa?

  2. Hanno sicuramente usato una smerigliatrice a batteria, pesante, ma non eccessivamente. Il problema è che si siano presi la briga di fare quella difficile salita solo per un gesto dimostrativo. Le cime d’Europa sono piene di croci e temo che tra 50 anni molte saranno fatte sparire o se cadute non saranno ripristinate. Gli allogeni sono presenti anche nei paesini di montagna dove ci si dovrebbe aspettare una comunità ancora ‘pura’, non solo dalla loro presenza ma dalle mode e follie delle ‘dinamiche’ metropoli, Milano in primis dove c’è gente che osserva soddisfatta alcune zone dove non incrocia più italiani e può definirla, così ho udito, ‘finalmente città europea’. Settimane fa ero in un paesino sperduto, c’era un circoletto, una piccola e suggestiva costruzione in legno, ma avevano bevande e qualche leccornia. Nei pressi un campetto da calcio, senza pretese. Ed anche lì c’era il piccolo nero che giocava con gli altri bambini. Lo so che suona cattivo, ed ho un certo fastidio io stesso nel dirlo, ma purtroppo è anche attraverso questi rapporti, di amicizia, sentimentali, e quant’altro, che poi la cosa diventa irreversibile. Come dice il nostro ‘ospite’ nei suoi articoli: l’integrazione uccide ogni giorno a differenza del terrorismo. Un domani quei bambini, italiani, ed i loro genitori, magari non voteranno Salvini o chi verrà dopo di lui per ‘rispetto’ e timore potrebbero nuocere ai loro ‘amici’ di colore. Che magari sono anche brave persone, non c’è solo lo spacciatore/assassino tipo Oshegale, che infatti si è unito ad una italiana a proposito di legami che vengono a crearsi e ci ha regalato due bei neri con cittadinanza italiana, al posto di Pamela, ma non è questo il punto. I bambini poi crescono (fanno sesso e si riproducono naturalmente) ed alla fine dopo generazioni non li smuovi più. In Belgio la situazione drammatica è appena migliore della Francia per il fatto che i musulmani tendono maggiormente a ghettizzarsi, ma in Francia non ci sono mai stati tanti matrimoni misti come negli ultimi anni, sbandierati ovviamente dai traditori europeisti al potere. E torniamo alla nostra croce di Carlit, nei Pirenei, ed alle tante altre presenti sulle montagne di tutta Europa.

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