La scusa dei censori per la mattanza di facebook ai danni dei populisti, è che si tratta di una società privata. La stessa scusa viene utilizzata negli Usa e ora anche in Italia:
Il copia-incollatore di Open imperversa pure Bergoglio TV a difendere al censura su Facebook: E' una società privata che ha un proprio regolamento interno che queste pagine violavano. 🤡
Come può difendere la censura del monopolista dell'informazione? pic.twitter.com/wDuwWZy4eH
— ⎛⎝ James the Bond ⎠⎞ (@IAmJamesTheBond) May 15, 2019
Intanto, Facebook non è una società privata, è un monopolio di fatto, che controlla anche Instagram e Whatsapp. Non solo, in genere, le multinazionali del web agiscono in branco: quando censura uno, gli altri seguono a ruota.
Immaginate se la TIM vi impedisse di utilizzare i propri servizi, negandovi il contratto telefonico, perché voi lo usate per diffondere ai vostri contatti notizie che la TIM non gradisce. E se Vodafone e le altre seguissero poi a ruota. Eh, ma sono società private, direbbero.
In realtà questo viola la legge italiana. Facebook non può impedirvi di usare la propria piattaforma se pubblicate materiale legale in Italia, non più di quanto un bar non può impedirvi di sedervi ad un tavolo indossando una maglietta politicamente opposta alle idee del padrone del bar.
Sarebbe ora che il governo adeguasse le leggi italiane al secondo millennio.
