Troppi profughi analfabeti a Udine: “Vietato calpestare l’erba”

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Fontanini, sindaco leghista di Udine: “tutelo il verde e il decoro. In piazzale D’Annunzio non si va a riposare, possono usare le panchine di via Aquileia”

Ancora meglio, a casa loro.

«È vietato camminare sull’erba». I cartelli installati dal Comune attorno all’aiuola di piazzale D’Annunzio dove sostano i profughi, vietano ai richiedenti asilo di continuare a ritrovarsi in quel luogo. Il divieto è stato imposto dal sindaco, Pietro Fontanini, per evitare assembramenti di persone e per garantire il decoro alla città. Difficile dire se i cartelli basteranno ad allontanare i migranti che trascorrono i pomeriggi seduti sotto gli alberi. Quella del sindaco è una scelta destinata a far discutere, lui lo sa ma va dritto per la sua strada.

I cartelli non passano inosservati a chi transita in piazzale D’Annuncio: scritto in tre lingue (italiano, inglese e dialetto friulano) il messaggio è stato arricchito dal simbolo di divieto disegnato sopra un piede che calpesta l’erba verde. «Sono stato io a volere quei cartelli – conferma il sindaco –, l’ho fatto per tutelare il verde il decoro della città. Ho voluto impedire la presenza delle persone nell’aiuola di piazzale D’Annunzio perché quello non è un luogo dove si va a riposare».

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Il sindaco lo afferma con convinzione ricordando che, nelle vicinanze, ci sono altri posti dove la gente può riposare senza doversi per forza di cose sedersi per terra nell’aiuola. «In via Aquileia – insiste – ci sono due panchine e poco più avanti c’è pure il parco “Martiri delle foibe”. Fontanini cita le stesse panchine di via Aquileia che sono state collocate dopo aver rimosso quelle prive di poggia braccio dove i profughi e i senzatetto potevano dormire. Anche il parco è un luogo molto frequentato dai richiedenti asilo politico e anche qui le proteste dei residenti non mancano.

Fontanini spiega di aver voluto accompagnare il messaggio all’immagine perché «tra i profughi abbiamo molti pachistani e la gran parte di loro sono analfabeti». Di fronte all’immagine nessuno potrà dire «non avevo capito». E chi non rispetterà le regole verrà sanzionato. «I vigili andranno a controllare anche se sappiamo bene che non hanno la possibilità di pagare le multe». Il primo cittadino mette in conto la possibilità che i profughi, «violando l’ordinanza», continuino a ritrovarsi nell’aiuola di piazzale D’Annunzio, ma non si scoraggia auspicando che grazie a i cartelli e alla presenza della polizia locale decidano di cambiare posto.

Ecco a cosa ci hanno ridotto. Perché i pakistani possono anche solo chiedere asilo, che barzelletta è questa? Perché non vengono caricati sul primo aereo appena lo chiedono e non gli si ride anche in faccia?

Non è l’erba che non devono calpestare, è il territorio italiano.