E’ stato annullato il Festival Internazionale della Canapa che doveva svolgersi dal 17 al 19 maggio al Pala Alpitour di Torino. A deciderlo sono stati gli organizzatori in seguito al giro di vite annunciato sulla cannabis dal ministro Salvini. “Ci ha definito uno scempio. A questo punto è difficile far capire che il salone non è una festa per promuovere le droghe leggere, ma un progetto culturale e divulgativo – spiegano gli organizzatori – che ha l’obiettivo principale di informare sugli usi e la storia della canapa”.
Parole, quelle di Salvini, dopo le quali “molti standisti hanno abbandonato l’idea di partecipare e per questo – spiegano gli organizzatori – siamo costretti ad annullare l’evento in primo luogo per tutelare chi essendo presente rischierebbe la propria attività direttamente al festival vedendosela chiudere.
Ci auguriamo che presto – concludono – la possibilità di divulgare un pensiero attraverso un evento culturale torni ad essere una libertà non soggetta a repressione”.
Con la scusa della Canapa vendono droga.
Vediamo come ragionano: alcuni libri non possono partecipare al Salone del Libro, loro però devono potere vendere canne al Salone della Canapa. Non fa una piega.
Forse perché i libri svegliano, le canne rimbambiscono. E l’obiettivo è avere una popolazione di zombie obbedienti.
Si parla della questione cannabis e del suo uso terapeutico: "Quello non si tocca. Un conto è l'uso terapeutico, un conto è la droga a uso di divertimento!"
Condividete le parole del Ministro @matteosalvinimi?
Ora a #DrittoeRovescio pic.twitter.com/SCJC8rFUsi— Dritto e rovescio (@Drittorovescio_) May 9, 2019
