Il papà di Stefano: “Italia è diventata giungla, sgozzano i nostri figli”

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“E’ un fatto grave che chi ha confessato il delitto avrebbe dovuto entrare in carcere già mesi fa”. Mariagrazia Chiri, madre di Stefano Leo, interviene sulla mancata carcerazione di Said Mechaquat, il 27enne marocchino con cittadinanza italiana che ha sgozzato suo figlio.

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“In ogni caso, anche se quanto sinora emerso dovesse risultare confermato, non può essere in alcun modo utilizzato strumentalmente per ridurre le gravissime responsabilità di chi ha colpito un ragazzo pacifico e indifeso”.

“E’ stato molto importante che si sia fatta luce sull’identità del responsabile di questo atroce gesto”, aggiunge la donna. “Quanto accaduto a Stefano – aggiunge in una nota – è una grave ferita per la nostra comunità: è stata una grande sconfitta per tutti, ora ci vuole una grande vittoria di tutti”.

L’unica cosa che ci vuole è Said morto. Solo la pena di morte sarebbe la giusta pena.

Il padre è meno calmo della mamma: “Il punto è che in Italia abbiamo un giro di persone pericolosissime che quando vanno fuori di testa uccidono i nostri figli…”.

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“Io non sono una persona che chiede quaranta o cinquant’anni di galera a vanvera, perché Stefano non me lo restituirà più nessuno. Abbiamo celebrato il funerale, ora devo pensare agli altri miei figli e alla mia famiglia”.

“Tutti noi, ma dico proprio tutti, dovemmo essere più incazzati perché queste cose non accadano più, non viviamo nella giungla” lo sfogo finale di Maurizio Leo.