Lerner insiste: “Non togliere cittadinanza a dirottatore bus”

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Gad Lerner insiste in un’intervista:

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“Salvini ha un atteggiamento che oscilla fra il bullo e il paternalismo. Ma la cittadinanza non è un regalo, è un diritto. Allo stesso modo, anche se è un ragionamento più impopolare, dico che è pericoloso parlare di revoca della cittadinanza per l’autista. Verrà punito, quasi certamente, per le sua condotta criminale. Che senso ha invocare un’ulteriore punizione che consiste nella revoca della cittadinanza? È un provvedimento che non era contenuto neppure nelle leggi razziali del 1938 e la nostra Costituzione lo vieta esplicitamente”, ha detto Lerner prima di parlare ancora una volta della questione ius soli. E facendolo parlando della sua esperienza di cittadino apolide fino alla concessione della cittadinanza italiana avvenuta ai tempi della presidenza Pertini. “Erano trascorsi 30 anni dal mio arrivo in Italia. Nel frattempo avevo fatto le scuole e lavoravo qui come giornalista. Ma era a discrezione dello Stato italiano quando riconoscermi la cittadinanza a cui avevo diritto. Era un’ingiustizia e lo è ancora oggi. Ed è questo che distingue l’Italia da altri Paesi, che hanno anche politiche meno permissive sulla cittadinanza ma rispettano le tempistiche previste dalla legge”.

Lui attesa ‘ingiustamente’ trenta anni: è il minimo, e non è sufficiente.

E non diciamo sciocchezze. Né Lerner – e questo a prescindere dal suo valore come uomo -, né il senegalese sono italiani. Il problema non è togliere o non togliere la cittadinanza, è che non gli sarebbe mai dovuta essere data. L’errore è di fondo.

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Lerner, figlio di libanesi nato in Libano: italiano solo perché ha studiato qui? Eresia.

Del resto l’aveva detto subito:

Lerner difende ancora senegalese: “No revoca Cittadinanza”