Servizi lodano porti chiusi: “Senza Ong trafficanti non fanno partire barconi”

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Altra indicazione fondamentale nella relazione al Parlamento dei Servizi: “L’andamento complessivo dei flussi via mare ha conosciuto, nell’anno di riferimento (2018 ndr…), una contrazione degli arrivi senza precedenti, segnando una flessione di oltre l’80%. Tale sviluppo è da attribuire soprattutto alla rafforzata capacità della Guardia costiera libica nella vigilanza delle acque territoriali, e alla drastica riduzione delle navi delle ONG nello spazio di mare prospicente quelle coste che, di fatto, ha privato i trafficanti della possibilità di sfruttare le attività umanitarie ricorrendo a naviglio fatiscente e a basso costo”. Boom!

Quindi, i servizi segreti italiani confermano: le Ong collaborano con gli scafisti. Solo che è impossibile trovare le prove a livello giudiziario, visto che comunicano sui social in modo pubblico la posizione e gli scafisti utilizzano la triangolazione con Alarm Phone per comunicare la loro posizione.

“Altrettanto nodale si è rivelato il potenziamento dei controlli a Sud della Libia, specie in territorio nigerino, secondo una strategia di “presidio avanzato” condivisa dalla UE e convintamente sostenuta dall’Italia.

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Posted by Redazione Agenpress on Thursday, February 28, 2019

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