
Poi si sono inventati che i clandestini avevano un titolo di studio non dimostrato: “Abbiamo permesso loro il riconoscimento del titolo di studio, attraverso un percorso stabilito sulla base dei pochi documenti che avevano dopo essere fuggiti, e certificato il tutto con le associazioni che si occupano di accoglienza di migranti”, spiega la rettrice Maria Del Zompo.
Insomma, siamo in presenza di veri e propri atti razzisti: gli italiani pagano, i finti profughi no.
Questo, poi, in una regione come la Sardegna con un’emigrazione giovanile devastante.
