Chi stiamo facendo entrare nelle nostre società?

Ad esempio, tre profughi minori che dopo avere stuprato in gruppo una ragazzina, si difesero dicendosi sorpresi che fosse reato in Austria.
La ragazza stuprata, una studentessa di 21 anni, aveva cercato di difendersi, ma le avevano sbattuto la testa ripetutamente e strangolata. Poi l’hanno violentata esanime, più volte, tutti e tre.
I tre richiedenti asilo minori non accompagnati – provenienti dall’Afghanistan – vennero poi condannati a cinque e sei anni di carcere per il brutale stupro di gruppo.
In aula, sostennero, esterrefatti, di non essere a conoscenza che la violenza sessuale fosse vietata, perché “le donne hanno un ruolo diverso nella loro terra di origine”.
I tre profughi avevano scelto a caso la vittima, l’hanno seguita e violentata in un bagno pubblico.
Il violentatore più giovane aveva 16 anni. Almeno in teoria. Ed è stato proprio lui a pianificare lo stupro. Non solo, una volta in carcere, aveva molestato anche un’agente penitenziario.
La ragazza stuprata, una studentessa di 21 anni, cercò di difendersi disperatamente. In seguito alla violenza abbandonò anche gli studi, perché non era più in grado di stare vicino ad altre persone.
Stiamo facendo entrare individui che hanno una scala di valori completamente diversa dalla nostra.
