
Il deputato Luca De Carlo (Fratelli d’Italia) ha annunciato un’interrogazione parlamentare ad hoc sul botta e risposta su Facebook tra alcuni militanti di destra e l’Anpi di Rovigo, culminato nel post in cui l’associazione dei partigiani sostiene che “le foibe le hanno inventato i fascisti, sia come sistema per far sparire i comunisti jugoslavi, che come invenzione storica”.
“Trovo vergognoso e inaccettabile il post Facebook dal sapore negazionista pubblicato alla vigilia del Giorno del ricordo dall’Anpi di Rovigo secondo il quale le foibe sono una invenzione dei fascisti”, spiega il deputato Fdi Luca De Carlo, annunciando una interrogazione parlamentare al presidente del consiglio Giuseppe Conte e per conoscenza ai ministri dell’Interno Matteo Salvini, della Difesa Elisabetta Trenta e dei Beni culturali Alberto Bonisoli.
Salvini che era già intervenuto, commentando la notizia con un chiaro “fate schifo”.
“Vogliamo sapere – aggiunge De Carlo – come possa una sezione di un’associazione che riceve centinaia di migliaia di euro di finanziamenti statali e locali permettersi di insultare le tante vittime del regime di Tito e i loro parenti. Il presidente Conte spieghi come vengono spesi i finanziamenti accordati all’Anpi e soprattutto se non sia il caso di rivederli in virtù di queste e altre dichiarazioni di pessimo gusto rilasciate sempre dalle varie sezioni dell’Anpi”.
“Inoltre – aggiunge il deputato originario del Bellunese – chiediamo se questo post non sia in contrasto con la legge sul negazionismo, con tutto ciò che ne consegue, e se il presidente del consiglio non ritiene, per impedire che casi del genere non si ripetano, di organizzare insieme alle associazioni degli esuli, iniziative straordinarie per diffondere la verità storica, in particolare tra le giovani generazioni”.

ANPI:quanti partigiani viventi ci sono ancora in Italia?
Penso quasi nessuno.
Allora a chi vanno i soldi che lo stato elargisce a questa istituzione?
L’ANPI, costituita oggi al 99,9% da tizi che la guerra partigiana l’han vista – se l’han vista – solo nei documentari, ha la stessa attualità e ragione di imbertare quattrini quanto un’odierna associazione di “Figli dei Garibaldini” o “Reduci della Battaglia del Piave”.
È arci ora di stopparne il mantenimento a sbafo e archiviarla al Museo.