
Ma la Capitaneria di Barcellona ha negato il permesso di lasciare la Spagna perché ritiene che non sia conforme a una lunga serie di questioni giuridiche internazionali.
In pratica è un “blocco” della nave. Una sorta di sequestro preventivo.
Il secondo punto della risoluzione sottolinea che la nave “non ha i certificati che garantiscono il rispetto delle norme internazionali sulla sicurezza marittima e la prevenzione dell’inquinamento per il trasporto di un gran numero di persone a bordo, mentre la nave ha solo un certificato per 18 persone di equipaggio per il normale funzionamento”.
Insomma, il governo spagnolo si è stufato di fare da discarica dei clandestini che l’ong catalana prelevava in Libia. Ovviamente, finché scaricava in Italia, i ‘certificati li aveva’.
Ora non resta che attendere le stesse misure da parte di Germania e Paesi Bassi, Paesi di bandiera delle due ong tedesche SeaEye e SeaWatch.
Ovviamente, quelli di Open Arms gridano al complotto:
Bloccati di nuovo in porto.
La Capitaneria di Porto #BCN nega permesso #OpenArms per raggiungere #Med centrale.Motivo: se gli stati non adempiono i loro obblighi di soccorso #mar nemmeno noi dobbiamo proteggere la vita.
Eliminano testimoni per nascondere le morti. pic.twitter.com/i9Bt8nbMas
— Proactiva Open Arms IT (@openarms_it) 14 gennaio 2019
Ma:
Un’attività investigativa che ha permesso di rintracciare l'uomo che stava utilizzando quel cellulare: un ventenne extracomunitario, ospite di una comunità per migranti, di viale Cannatello
Posted by Agrigentonotizie.it on Sunday, January 13, 2019

il loro cervello (ammesso che ne abbiano uno) sta schiattando per l’impossibilità di tornare a raccattare il valsente…