Il Governo mantiene le promesse: in 7 mesi già approvato 15% programma

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Nemmeno 7 mesi di governo populista su 60 di legislatura, poco più del 10 per cento del tempo e già il 16 per cento degli impegni mantenuti : cento promesse fatte, sedici mantenute. È diventato legge, pubblicato in Gazzetta ufficiale, il sedici per cento dei impegni presi con il contratto di governo. Fantastico. Il governo del cambiamento è in avanti sul ruolino di marcia.

Salvini ha già mantenuto il 31% degli impegni, di fatto potrebbe anche scegliere di fare saltare il banco e andare all’incasso elettorale. Ma non lo farà, a meno che non sia costretto dall’improbabile implosione del M5s. Che, intanto, ha mantenuto il 17% di quello che aveva promesso.

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È il risultato del monitoraggio dell’Osservatorio indipendente Checkpoint, che verifica l’andamento del programma di governo.

E attenzione: non si tiene conto della Manovra approvata solo ieri.

Per esempio, reddito di cittadinanza e quota cento non sono ancora classificabili come promesse mantenute, ma che si avviano a esserlo, spiegano i responsabili.

Andiamo alla lista di ciò che è stato mantenuto dai due leader: tra i «fatto» di Di Maio ci sono le penalizzazioni per chi delocalizza, il divieto di pubblicità del giorno d’azzardo, la reintroduzione della cassa integrazione per cessazione e incentivi per l’assunzione di under 35. Tra quello di Salvini ci sono la donazione di motovedette alla Libia, lo stop all’asilo per chi compie reati, porti chiusi alle Ong.




3 pensieri su “Il Governo mantiene le promesse: in 7 mesi già approvato 15% programma”

  1. per favore cerchiamo di non sparar cazzate !!! A parte la faccenda clandestini ( per salvini e nOn per il governo) HANNO COMBINATO SOLO MINKIATE TERRIFICANTI ED ALTRE NE STANNO PENSANDO !! quando vi sveglierete sarà tardi

  2. @felixiratus: non so da che parte tu stia ma, in caso tu sia contrario a questo notiziario INDIPENDENTE, ti invito caldamente a NON frequentarlo. Lo leggo costantemente da anni e non vi ho mai, dico: MAI rilevato una sola notizia non rivelatasi vera. Semmai, i veri “bufalari” sono i quotidiani cosiddetti “ufficiali”, “nazionali”, “autorevoli”, o come dir si voglia. Tutto ciò descritto in questo articolo può piacere o non piacere, ma di certo non costituisce una falsa notizia. Se sei in cerca di quelle, allora continua pure a legere “Repubblica” o il “Corriere”.

I commenti sono chiusi.