
La donna – piuttosto affamata – aveva conosciuto suo marito, un pakistano, online su una chat matrimoniale, quando l’uomo abitava a Londra.
Prima del matrimonio si era dovuta convertire davanti a un imam, poi ha sposto il pakistano e l’ha portato in Italia.
Il marito sospettava che la moglie avesse una relazione col fratello e, accecato dalla gelosia, la picchiava regolarmente. La donna, però, sopportava le violenze, anche per amore dei figli.
Ma lo scorso gennaio, la furia dell’uomo l’aveva mandata in ospedale, a seguito di una brutale sodomizzazione mentre svuotava la lavatrice in bagno. I medici del pronto soccorso avevano riscontrato lesioni anali e un’amica della vittima aveva convinto la ragazza a denunciare il marito.
Ieri, il tribunale ha condannato l’uomo a 4 anni di reclusione.
Questa storia ha un unico problema: i figli. Perché queste donne non danneggiano solo se stesse – sarebbe un problema relativo visto il loro QI -, ma anche la società.

La nemesi del “Piuttosto che niente” ha colpito ancora!
Cavoli dei ‘piuttottisti’ e ‘piuttottiste’.