Decreto Salvini: verso chiusura 126 centri accoglienza in Calabria, ‘ndrangheta protesta

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La pacchia per Vaticano, ‘ndrangheta e cooperative che si sono occupate del business immigrazione negli anni di governi PD è finita.

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Il sistema dell’accoglienza, in atto, consiste di una “prima accoglienza”, ed un sistema di seconda accoglienza, il famigerato SPRAR (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, un vero e proprio progetto di colonizzazione), cui aderiscono i comuni su base volontaria: l’obiettivo è la massima diffusione del cancro sul territorio.

Un sistema che ha generato un circolo vizioso di parassitismo sul quale si è gettata, come da inchieste, la criminalità organizzata, non solo mediante la distribuzione di ‘lavoro’, ma anche tramite l’indotto che dato vita ad un florido business.

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Cosa cambierà dunque con questo decreto? Si depotenzierà finalmente il sistema della seconda accoglienza. In Calabria, regione dove questo business è gestito in modo più o meno indiretto dalla ‘ndrangheta, l’impatto positivo sarà notevole.

Nella regione ci sono 126 progetti di seconda accoglienza, un business senza precedenti che ha arricchito coop, malavita e politici. Il caso più eclatante è quello del mago di Riace, il sindaco Lucano che, ancora, deve spiegare il gioco di prestigio con il quale ha fatto sparire 1 milione di euro e per il quale è indagato.