
Resiste con la sua truppa di un centinaio di sedicenti profughi.
“Tempi duri per il prete che ama attaccare me e circondarsi di presunti profughi africani, ancora un po’ e la canonica scoppiava… Chiuso!”, ha twittato nei giorni scorsi Salvini dopo che la prefettura di Pistoia, dopo l’ennesimo ritrovamento di droga nella canonica e le bufala diffusa di un attacco razzista, aveva disposto la chiusura di parte del centro di accoglienza dove il prete ospita i profughi a spese dei contribuenti.

Ma don Biancalani non ci sta a perdere la compagnia dei suoi migranti, così ha trasferito dieci giovani maschi africani in un’altra parrocchia da lui gestita. Perché ne gestisce diverse: da bravo manager ha ‘diversificato’.
Ma anche in questo nuovo centro improvvisato, i vigili del Fuoco hanno accertato non essere in regola la cucina e la caldaia del centro.
Ora Don Biancalani teme che il sindaco di centrodestra Alessandro Tomasi tiri finalmente fuori le palle e firmi un’ordinanza di sgombero di tutto il centro. Meglio tardi che mai.
“Sarebbe un disastro perché significherebbe chiudere Vicofaro. Migranti fuori dal progetto, oltre una settantina di persone, dovrebbero andare via”, piagnucola don Biancalani. Un dramma. Per lui.
“Probabilmente li metteremo in chiesa. E penso a gesti simbolici importanti se dovesse arrivare, come mi dicono, l’ordinanza di sgombero di Vicofaro”, annuncia don Biancalani.

Coraggio don, anche se i tempi ”duri” forse volgono al termine,
ci sono sempre dei graziosi gadgets come quelli idicati da Antonio che usati bene,regalano sempre grosse soddisfazioni.