Nuovi dettagli sui contrasti etnici alla radice della clamorosa eliminazione della nazionale tedesca ai mondiali di Russia.
All’interno dello spogliatoio c’è una spaccatura profonda, raccontano i giornali tedesci. Da una parte i tedeschi tedeschi, dall’altra quelli di carta, i naturalizzati. E non è una tematica da sottovalutare visto che nei settori giovanili il 30% dei giocatori non hanno origini tedesche. Una sostituzione etnica.
Secondo Spiegel, durante i mondiali da una parte c’erano i “Kanaken” (termine dispregiativo per indicare gli immigrati), dall’altra i “Kartoffeln” (termine dispregiativo utilizzato dagli immigrati per indicare i tedeschi).
Da una parte Boateng, Özil, Gundogan e Rüdiger. Dall’altra parte i tedeschi, vale a dire Müller, Hummels, Neuer e gli altri, soprannominati “Kartoffeln” (parola con la quale i turchi che abitano in Germania sono soliti etichettare i tedeschi) da Boateng e compagni.
A confronto due stili di vita completamente diversi. Ai “Kanaken” piace la musica rap, le catene d’oro, le macchine lussuose, i “Kartoffeln” sono invece più tranquilli e amano la riservatezza.
Le e tensioni sono tante, la spaccatura è culturale. In piccolo, quello che avviene a livello sociale: l’integrazione non esiste.
Sia i “Kanaken” che i “Kartoffeln” sarebbero rimasti delusi dalle convocazioni di Löw: i primi volevano Sanè, i secondi Wagner. Forse anche per questo il tecnico ha lasciato fuori entrambi.
In Germania però ora preoccupa il futuro. Troppi immigrati nelle giovanili. Come, del resto, nelle scuole: e la multietnicità è debolezza.
