Settantaquattro anni, fisico minuto, capelli e barba bianca, vive in una palazzina del caseggiato di via Segneri 10, condominio misto in zona Giambellino dove il 90 per cento degli alloggi è di proprietà Aler mentre il resto è privato.

«Abbiamo le stesse criticità dei palazzoni popolari con cui confiniamo ma non potremo beneficiare del grande piano di riqualificazione del Giambellino, non essendo Erp al cento per cento», sottolineano i residenti.
Sulla lista dei problemi: bivacchi nelle cantine, spaccio, atti vandalici e occupazioni abusive, il tasto dolente toccato ancora una volta l’altro ieri.
Il signor Michele Colasuonno, inquilino Aler, lo ha provato sulla sua pelle.
È Michele è qui da circa 8 anni, prima abitava nel dormitorio comunale.
Racconta ai giornalisti la sua ‘disavventura’: «Giovedì sera sono rimasto fuori di casa. Rientrando ho trovato la serratura rotta e la porta bloccata. Non sapevo cosa fare, sono andato a bussare alle porte dei vicini ma nessuno mi ha aperto. Allora ho passato la notte fuori, sul pianerottolo e in cortile». Lo dice con gli occhi lucidi.
«Vivo con la pensione minima – continua – e tutti i giorni vado in centro città da via Segneri a chiedere l’elemosina. Sono solo».
La nottata che ha trascorso sul pianerottolo, col cuore in gola, gli ha lasciato l’amaro in bocca. «È stato bruttissimo, sono stato fuori fino alle 6 del mattino. Poi dei vicini si sono accorti di me». E il custode ha lanciato l’allarme. «Sono arrivati i pompieri per entrare in casa e la polizia per mandare via l’abusivo. Dentro casa mia c’era un ragazzo straniero che non avevo mai visto prima».
