Macron rifornisce nave Ong e poi la rimanda in Libia: è dichiarazione di guerra all’Italia

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L’Italia ha chiuso i porti alle Ong. Non solo a quelle cariche di carne umana, ma anche per le operazioni di rifornimento. A ruota, si è dovuta accodare Malta, da sempre porto logistico delle Ong, perché con l’Italia chiusa, sarebbe stata costretta a farsi carico degli sbarchi.

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E allora, l’Aquarius di Sos Méditerranée – Medici Senza Frontiere è stata costretta a riparare a Marsiglia:

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Da dove ha tenuto a far sapere che: “Fino a quando degli esseri umani rischieranno la loro vita in mare, Sos Mediterranée, proseguirà la sua missione in acque internazionali alle porte dell’Europa per cercare, soccorrere, proteggere e testimoniare”.

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Insomma, dopo uno scalo tecnico di quattro giorni torneranno a pescare in Libia.

“Non smetteremo mai di ripeterlo: la tutela e la protezione delle vite umane in pericolo in mare è un imperativo morale e legale, iscritto nel diritto marittimo e umanitario, che deve primeggiare su ogni considerazione politica. E’ urgente che gli Stati elaborino un modello europeo di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo”. Sos Méditerranée afferma inoltre che lo scalo tecnico a Marsiglia,deciso dopo la chiusura dei porti italiani e maltesi alle Ong, “non è una buona notizia perché rappresenta 5 giorni di navigazione supplementari e una presenza nuovamente ridotta nella zona di salvataggio, mentre nel Mediteranneo centrale le traversate proseguono”.

Questi vicescafisti provocano. La loro è una vera e propria dichiarazione di guerra.

La nave è francese. Fanno scalo tecnico a Marsiglia. Dietro di loro c’è Macron che vuole destabilizzare l’Italia.

Sia chiaro: in caso di carico fruttuoso in Libia, l’Aquarius se li deve portare in Francia.




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