Trieste, 12 milioni ai profughi: avranno anche barbiere e giardiniere

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Un bando da 12,7 milioni di euro per l’accoglienza dei richiedenti asilo nella sola provincia di Trieste per il solo 2018. Nel 2017 la cifra era di 11 milioni.

Protesta Massimiliano Fedriga, segretario nazionale della Lega Fvg: «Denaro pubblico che va a foraggiare l’immigrazione clandestina perché sono persone che entrano irregolarmente su territorio nazionale e che fanno domanda di protezione, ma quella protezione non ce l’hanno ancora e probabilmente non l’avranno mai perché la stragrande maggioranza ottiene il diniego in quanto non avente diritto. Ma intanto noi paghiamo loro vitto, alloggio e molto di più». E ricordiamolo: cibo islamico, halal, significa foraggiare lo sgozzamento selvaggio di animali senza stordimento e morti per dissanguamento goccia dopo goccia: le vostre tasse finiscono a questi sgozzatori.

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«Parliamo – continua Fedriga – di servizi quali trasporto gratuito, wi-fi, materiale per le attività ludiche, barbiere, lavanderia, “piatti tipici islamici” e finanche un giardiniere per la manutenzione degli spazi verdi. Addirittura si mette a disposizione degli immigrati irregolari del personale qualificato che spieghi loro la normativa sull’immigrazione, ossia li aiuti se intendono presentare ricorso in caso la loro domanda di protezione non sia accolta, o accedere ai servizi erogati dai comuni (evidentemente i 13 milioni non sono abbastanza)».

«Tutto questo – conclude l’esponente della Lega – è garantito dalla Prefettura, ovvero dal ministreo dell’interno, ovvero dal Governo del Pd, allora forse non è la Lega che fomenta tensioni inutili, ma piuttosto la maggioranza di Governo e tutte le forze politiche che hanno accondisceso questo scempio».

Dello stesso avviso la consigliera regionale Zilli: «Dopo il vergognoso bando da oltre 20 milioni della prefettura di Udine, adesso tocca a Trieste: ennesimo schiaffo a tutti quegli italiani in stato di difficoltà che si sentono dire da Governo e Regione che per loro i fondi non ci sono».

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«E questa sarebbe solidarietà? – dice Zilli – Non nascondiamoci più dietro un dito: è evidente che tutto questo va solo ad alimentare il business che sta dietro all’accoglienza. Milioni investiti per i clandestini, ma per dare maggiori servizi o investire sulla natalità e sulle giovani coppie del FVG la coperta è sempre troppo corta. Un Friuli indifeso, con sempre meno forze di polizia, invaso da immigrati irregolari liberi di bighellonare alle spalle dei friulani che non arrivano a fine mese, mentre questi soggetti hanno in tasca la paghetta giornaliera e godono di tutti i comfort – dice infine l’esponente del Carroccio – Tutto questo grazie alle disastrose politiche sull’immigrazione del Pd e della presidente Serracchiani».