Profughi scatenati a Torino, attaccano operatori: “Vogliamo quel cadavere”

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Il cadavere di un cosiddetto profugo nigeriano di 28 anni è stato ritrovato all’interno di un delizioso residence trasformato in centro d’accoglienza in via Aquila, a Torino. I carabinieri hanno subito avviato le indagini per cercare di comprendere le cause della morte: gli stessi addetti alla struttura avrebbero spiegato che il ragazzo, nei mesi precedenti, era già stato ricoverato due volte in ospedale.

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Dai primi accertamenti svolti dal medico legale intervenuto nel centro, è stata almeno per il momento esclusa la presenza di tracce di lesività esterna. In ogni caso è stata disposta l’autopsia.

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E ieri sera, attorno alle 23,30, nel momento del trasporto della salma fuori dalla struttura al mezzo, gli ospiti del centro si sono radunati nell’area esterna per impedire l’operazione. Sono dovute intervenire nuove pattuglie del radiomobile per consentire agli operatori di lavorare e contenere le proteste degli stranieri.

Chissà cosa volevano nascondere. O cosa volevano fare con il cadavere: riti voodoo molto praticati trai cosiddetti cristiani nigeriani?