Una banda di malviventi dell’Est è entrata sabato sera nella casa a di Vito Favaro, 78 anni, e dalla moglie Graziella, 77 anni, per rapinarli. Siamo a Zero Branco, uno dei paesini nei dintorni di Treviso divenuti ostaggio della criminalità slava e romena.
“Mi sono ritrovato per terra, per un attimo non ho capito più nulla”, racconta al Gazzettino Vito Favaro, dal reparto di Medicina d’urgenza dell’ospedale.
“Uno dei banditi mi teneva la pistola puntata tra la gola e lo sterno. Mi sono girato e ho visto mia moglie stesa sul pavimento con le mani legate: urlava e loro continuavano a strattonarla per farla stare zitta. Ho pensato: se perdo la calma, qui finisce male”.
“Ho iniziato a parlare con loro – racconta – Uno teneva d’occhio me, un altro mia moglie, mentre il terzo buttava per aria tutta la casa. Ho detto al ragazzo che stava con Graziella: Ma non vedi che sta male: perché la fai stare in un’altra stanza, portala qui con me. Lui non mi ha risposto, ma ha fatto alzare mia moglie, l’ha portata nella stanza nella quale c’ero io e l’ha fatta sedere sulle mie ginocchia. In quel preciso istante ho capito che ne saremmo usciti vivi. Ammaccati, ma vivi”.
