Profughi esigono Wi-Fi e Biciclette, Prefetto: “Vedremo cosa si può fare”

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Il prefetto di Monza e Brianza, tal Giovanna Vilasi, il cui lavoro si limita nel far si che le vacanze in Italia dei fancazzisti africani siano il più lussuose possibile, si è trovato a far fronte alle lamentele di un centinaio di immigrati a cui la Prefettura ha destinato degli alloggi in una palazzina. In particolare i migranti si sono lamentati per il mancato rispetto di alcuni diritti come il wi-fi e le biciclette.

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“Il nostro dovere è garantire agli immigrati dignità umana, vitto e alloggio – ha dichiarato Vilasi -. Le cure mediche sono assicurate, vigilando sulle loro condizioni di salute e facendoli accompagnare dal medico per avere farmaci al bisogno”. Per quanto riguarda wi-fi e biciclette “è giusto che comprendano che questi due servizi non siano un bene di prima necessità, che effettivamente non siano un diritto”. “Non c’è da fare nessuna polemica, ma capire che esistano limiti e regole da rispettare”, ha aggiunto.

Per quanto riguarda invece le preoccupazioni degli inqulini italiani, che ora sono meno dei nuovi clienti africani, il prefetto ha chiarito di aver predisposto un custode. Magari albanese.