Gli Italiani pagano bolli, gli immigrati no: lo ha deciso il TAR

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Nuova marchetta agli immigrati. Quando non ci pensa il governo, arrivano i magistrati di ogni ordine e grado.

Il TAR, tribunale amministrativo, ha infatti annullato il decreto ministeriale con il quale nel 2011 è stata adottata la nuova normativa sui permessi di soggiorno, nella parte in cui ha stabilito che per il rilascio degli stessi debba essere pagato un contributo variabile tra gli 80 e i 200 euro, rispetto alla precedente cifra inferiore. Non pagheranno nemmeno le spese burocratiche che la collettività sostiene per colpa loro. Ma pagano migliaia di euro gli scafisti, però.

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Accolto dunque il ricorso della Cgil e dell’Inca. Ormai CGIL è un’appendice della mafia africana, quella che gestisce gli sbarchi. Il tutto era nato in sede Comunitaria, quando il Tar del lazio portò il ricorso davanti alla Corte di Giustizia Europea per chiedere se il contributo previsto nel nostro Paese fosse in regola con i principi stabiliti in sede europea. I ‘principi’.

La Corte di Giustizia nel 2014 ha dichiarato inadeguato il contrbuto e “sproporzionato” rispetto a quelli decisi in sede comunitaria. Così il Tar è giunto adesso ad un verdetto: “Con la sentenza di oggi, ha ritenuto che «il Collegio non può che prendere atto della pronuncia della Corte europea e procedere – secondo i consolidati principi – alla disapplicazione della normativa nazionale che impone ai cittadini di paesi terzi che chiedono il rilascio o il rinnovo di un permesso di soggiorno nello Stato membro considerato di pagare un contributo di importo variabile tra EUR 80 e EUR 200, per contrasto con la normativa di fonte comunitaria”.

Insomma: tutti contro gli Italiani. Dalla UE ai magistrati passando per i sindacati ormai corrotti da decenni di incesto con il potere. Eppure, noi italiani, quando chiediamo il rilascio di un documento paghiamo i vari bolli, o no?