Il sistema dell’accoglienza e di chi lo gestisce tocca un altro minimo. La notizia arriva, come spesso in questi casi, dalla progressista e aperta Svezia.

Il profugo avrebbe picchiato il bambino, dopo avere scoperto di non essere il ‘solo’ amichetto della direttrice del centro per richiedenti asilo. La donna, secondo alcuni suoi conoscenti contattati dal giornale locale , sarebbe ossessionata dall’accoglienza dei profughi, tanto da trascurare i suoi due figli piccoli di 4 e 7 anni, lasciati addirittura in camera con i ‘profughi’. L’antirazzismo è una perversione mentale.
La donna nega le accuse e liquida tutto come pettegolezzo. Non può negare il pestaggio di uno dei figli, che ha dovuto subire anche una piccola operazione.
