“Uomini ubriachi ci hanno circondate e strappato i vestiti di dosso”
Incontriamo Melanie, 28 anni, in una caffetteria di Chorweiler, il quartiere popolare fortemente toccato dall’immigrazione situato nella periferia nord di Colonia. Un’area cittadina che si trova a una decina di chilometri dal centro, dove la convivenza è difficile e dove gli episodi di violenza sono diventati una costante ormai da anni, da molto prima che venissero aperti in ordine sparso i numerosi campi profughi abitati da migliaia di cittadini nordafricani.
“Aggredita da un gruppo di arabi ubriachi, ora chiedo giustizia” – Parla con voce sommessa, si commuove e le tremano le mani. Le chiediamo di iniziare dal principio. «Mi trovavo con alcuni amici vicino alla stazione dei treni. Eravamo in cinque: tre donne e due uomini. In un club situato lì nei dintorni volevamo festeggiare in allegria il nuovo anno e mettere un po’ da parte i problemi quotidiani. Poco prima della mezzanotte siamo usciti dal locale diretti davanti al Duomo a guardare i fuochi d’artificio. Giunti sulla piazza, abbiamo però subito notato che piovevano dappertutto razzi e petardi, c’erano molta confusione e rumore dagli scoppi». La piazza davanti alla stazione, prosegue nel racconto Melanie, si era trasformata in una sorta di campo di battaglia. «Ci siamo spaventati e abbiamo cercato di difenderci da questi razzi che venivano fatti esplodere davanti alla gente. Ed è qui che, per evitare di essere colpiti, ci siamo separati. Siamo rimasti un’amica ed io, mentre gli altri nostri amici, sono andati in un’altra direzione». Era l’inizio di un incubo. «Ci siamo improvvisamente trovate in mezzo a una massa di uomini con bottiglie di alcol in mano: ci hanno circondate, strappato di dosso i vestiti, avevamo le loro mani dappertutto, ci toccavano le parti intime, ridevano, gridavano.
