Il sito di WikiLeaks ha pubblicato il contenuto di un rapporto militare riservato, riguardante i primi 6 mesi dell’Operazione Sofia, la missione che doveva ‘bloccare i traficanti’, ma si è risolta in una corsa a raccattare più clandestini possibile in Libia e nel Mediterraneo e poi scaricarli in Italia.
Come scritto sul sito di WikiLeaks, il rapporto datato 29 gennaio 2016 è stato redatto dal contrammiraglio Enrico Credendino della Marina Militare Italiana per la Commissione militare e la Commissione sulla politica di sicurezza dell’Unione Europea.
Nelle pagine finali del documento riservato si parla di ‘FASE 2B’ e ‘FASE 3’, nelle quali il contrammiraglio fa riferimento a probabili interventi internazionali in Libia, definite al solito come ‘missioni di supporto alle autorità libiche’:
I am also extremely conscious that it is likely that when we move to phase 2B and phase 3, there will be a number of other missions providing support to the Libyan authorities which will be sponsored by the International Community. We need ensure that both the activities of EUNAVFOR Med and the International Community are coordinated to mitigate the risk of fratricide. My OHQ are therefore working closely with the planning teams from these missions to improve awareness and deconfliction during the planning stages.
Quindi, per primavera si prepara la guerra in Libia.
