Operaio licenziato si impicca, nel suo Paese 50 profughi in cerca di lavoro (FOTO)

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Tragedia della disperazione, nell’aquilano. Andrea, operaio edile di 58 anni, si è impiccato ad un albero dopo aver perso il lavoro, a Civita D’Antino. Il corpo dell’uomo è stato trovato dal cognato nelle campagne intorno al paese, in località ‘Marinaro’.
A quanto si apprende, l’operaio era impiegato in uno dei più importanti cantieri della ricostruzione post-sisma, a L’Aquila: lavorava per una impresa cui erano state affidate alcune opere in subappalto e che, nei giorni scorsi, aveva deciso di non rinnovargli il contratto.

Magari per assumere qualche operaio low-cost, che so, magari un romeno. O ancora meglio, un profugo. Perché a Civita D’Antino, nella country house “Le Rosce”, gozzovigliano a spese nostre decine e decine di fancazzisti africani e pakistani.

Scriveva pochi mesi fa un giornale locale del gruppo Espresso:

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«Monsignor Antonazzo ha abbracciato i ragazzi, che sono cattolici e che lo hanno atteso con grande ansia», riferisce Antonina Piperni, la titolare dell’agriturismo immerso nel verde della Valle Roveto, «ha apprezzato molto la struttura e la sua tranquillità».
I profughi ospitati a Civita sono arrivati solo qualche giorno fa, dopo essere sbarcati in Sicilia. Vengono dall’Africa e dall’Asia e in Italia cercano un lavoro.
Insieme al vicesindaco Paolo Fantauzzi hanno accolto il vescovo. Piperni ha risposto, come imprenditrice, a un bando elaborato con urgenza dalla prefettura, che segue le direttive del governo italiano e la sua country house è risultata idonea per ospitare i profughi che chiedono asilo politico all’Italia.
Intanto, il sindaco di Civita, Sara Cicchinelli, in questi giorni è stata violentemente attaccata su facebook, sulla gestione dell’arrivo degli immigrati. Dal social network arriva anche la richiesta delle sue dimissioni. «Si tratta solo di poche persone», commenta il sindaco, «prima dell’arrivo di questi giovani ho scritto anche al prefetto per chiarire che il nostro è un piccolo centro e per informarlo che in paese qualcuno era contrario. Abbiamo avuto delle perplessità ma la situazione è sotto controllo e non c’è nulla da temere».

Voi cosa direste a sindaco, vescovo, giornalista e ‘imprenditrice’? Esatto, anche noi. Ma sarebbe ora di fare, più che di dire.

PS. Ma lo vedete quel carabiniere che fa capolino nella foto, come un renzi qualsiasi?

civitadantino