STATO DI EMERGENZA: Tsipras sbarca 2.500 islamici, Macedonia chiude frontiera

Vox
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SKOPJE – E’ caos in Macedonia per l’afflusso dei clandestini islamici che Tsipras traghetta dalle isole greche e poi con busi al confine settentrionale.

Le autorità macedoni hanno dichiarato lo stato d’emergenza nelle regioni al confine con la Grecia e la polizia ha – finalmente – bloccato il confine sulla principale autostrada Skopje-Atene, lasciando migliaia di islamici in una terra di nessuno, tra la Grecia ed il confine della Macedonia.

Le autorità stanno cercando di alleggerire la pressione sulla città di confine di Gevgelija, da dove migliaia di clandestini sperano di partire in treno alla volta della Serbia, poi Ungheria e da lì Italia o Germania.

Per far fronte all’invasione, il governo di Skopje vuole – con ritardo – fare ricorso alle forze armate: “In considerazione di una pressione crescente alla frontiera meridionale e di un flusso migratorio più intenso nel corridoio balcanico, si ritiene necessario un controllo più forte ed efficace nella regione frontaliera, dove si registrano passaggi illegali e massicci in provenienza dalla Grecia”, si legge nel comunicato del governo.

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Ieri le autorità macedoni avevano dichiarato di essere a corto di vagoni ferroviari per far fronte al massiccio afflusso di clandestini islamici diretti in Europa siriani: “L’azienda ferroviaria macedone non ha la capacità di trasportare tutti quelli che vogliono raggiungere i paesi dell’Unione europea”.

Ma Tsipras non si ferma, lo pagano per questo. Sono stati portati a Atene su un traghetto altri 2.450 clandestini islamici provenienti dalle isole di Kos, Kalymnos, Leros e Mitilene.

Non, come previsto, a Salonicco, nella Grecia del Nord, da dove sarebbero stati trasferiti in bus nella località di Idomeni vicino Kilkis, al confine proprio con l’ex Repubblica Jugoslava di Macedonia (Fyrom). Probabilmente a causa della reazione macedone.

E’ tempo di sparare agli invasori, non di traghettarli a casa nostra.