I sedicenti profughi valgono oro quanto pesano, per i parassiti dell’accoglienza. Lo sa bene don Massimo Rizzi, direttore dell’Ufficio per la Pastorale dei Migranti della Diocesi di Bergamo: “Sarebbe necessario fare da subito una distinzione. Troppo spesso si usano termini sbagliati o si confondo. Ci sono i profughi che sono persone che fuggono dai loro Paesi d’origine per una questione politica e umanitaria, poi ci sono i migranti persone che lasciano la loro terra per fuggire dalla povertà. Infine ci sono gli immigrati che sono quelle persone che da tempo sono arrivate nel nostro Paese e stanno cercando o si sono integrate”.
Poi c’è chi ci guadagna. Come Caritas e varie entità che fanno dell’umanitarismo un business.
Poi aggiunge: “Quello che sta succedendo a Bergamo è davvero eclatante, si confondono i termini per generare la paura, quando stiamo parlando di 800/1000 profughi che chiedono asilo ad una comunità come quella bergamasca che è composta di circa 120mila persone solamente per la città di Bergamo. Non si tratta di un’invasione, è bene specificarlo sin da subito, e trovo davvero scorretto confondere le parole, i termini per generare paure inutili”.
L’1 per cento della popolazione in pochi giorni non è un’invasione. Di questo passo, alla fine dell’anno saranno il 10 per cento della popolazione: cosa è?
In realtà, per questi falsi preti, i clandestini sono assegni con le gambe.
