ISIS vuole avvelenare gli acquedotti delle nostre città: la pista albanese

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Sta avvenendo qualcosa di strano in Kosovo, le autorità della provincia hanno bloccato la fornitura di acqua a decine di migliaia di persone nella capitale dopo che la polizia ha arrestato cinque sospetti legati allo Stato islamico, che avevano in programma di avvelenare un serbatoio. Una probabile prova generale in un territorio non ostile, per studiare la fattibilità e gli effetti e poi riproporre l’azione nelle città europee.

Il Magistrato alle Acque di Pristina ha ammesso poche ore fa, che la fornitura di acqua è stata interrotta la mattina di sabato “a causa di problemi di sicurezza”, e che i campioni sono stati testati per presenza di sostanze sospette.

La polizia che pattuglia il serbatoio di Badovac avrebbe individuato tre uomini, le cui identità non sono state rivelate, e li avrebbe arrestati nei pressi della struttura. Le forniture del serbatoio coprono quasi la metà di Pristina, una città di più di 200.000 persone. Altri due sospetti sono stati arrestati in altre zone in Kosovo.

Una fonte della polizia, che ha parlato in condizione di anonimato, ha detto a Reuters che due dei sospetti erano già stati arrestati lo scorso anno con l’accusa di essere andati in Siria.

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Il Kosovo, vero buco nero nel cuore dell’Europa, potrebbe essere utilizzato come base logistica da ISIS.

La polizia è in allerta nelle ultime settimane dopo che miliziani albanesi nati in Kosovo hanno minacciato attacchi imminenti contro obiettivi comprese le forniture idriche.

Funzionari della sicurezza dicono che centinaia di persone provenienti dal Kosovo sono andate a combattere in Siria e Iraq.

E possono arrivare in Italia senza visto. E passare una fialetta al cugino albanese che lavora come operaio all’acquedotto di…

L’impatto di azioni del genere sarebbe devastante. E relativamente più semplice – molto meno costoso – di azioni militari in grande stile.




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