All’Esquilino arrivano le ronde. Il quartiere più multietnico di Roma è anche il più insicuro, il più degradato: alle quattro del pomeriggio è già coprifuoco. E’ a quell’ora che i giardini di piazza Vittorio si trasformano in dormitori di clandestini.
Negli ultimi 20 anni i residenti italiani sono calati più del 50%, da 43 mila a 22.500. Fuga dalla società multietnica. Ma gli immigrati ti inseguono ovunque.
Qualcuno ha deciso di resistere. E di pagarsi un servizio di vigilanza privato: non dovrebbero bastare le tasse che paghiamo per garantirci la sicurezza? No, quelle servono invece per peggiorarla, perché utilizzate per traghettare clandestini in Italia, che sono all’origine del degrado. A Roma e in tutte le altre città.
Il comitato di quartiere, per contrastare scippi e aggressioni notturne ha deciso di rivolgersi a un istituto di vigilanza per organizzare ronde armate dalle 18.30 a mezzanotte nei mesi estivi e dalle 18 alle 23 in quelli invernali.
“Dobbiamo ancora scegliere chi ci fornirà le guardie giurate, secondo un preventivo il costo sarà di 0,67 euro al giorno ogni mille abitanti”.
E’ questo il futuro che aspetta tutti noi, man mano che le città si trasformano in cloache multietniche: chiusi in casa a pagare la vigilanza privata. Come in Brasile. Come in Sudafrica. Quartieri fortino.
“Le pattuglie, composte da due vigilantes, seguiranno a piedi un percorso prestabilito su strade interessate da mesi da continue interruzioni dell’illuminazione pubblica, tanto che abbiamo inviato una diffida al Comune”, denuncia Augusto Caratelli, presidente del comitato Roma Caput Mundi-Esquilino.
“Non è certo un bel posto, anche qui lo spaccio è all’ordine del giorno”, confermano i volontari dell’Associazione nazionale della polizia di Stato che controllano giorno e notte l’area attorno al mercato di via Principe Amedeo.
In zona, i pusher agiscono alla luce del sole. E ogni giorno arrivano i rinforzi: da Lampedusa.
