Uno scrittore tibetano denuncia la censura di Facebook per un suo post sulla auto-immolazione di un monaco nella provincia occupata dello Sichuan.
Tsering Woeser, che ha scritto diversi libri sul Tibet ed è un eminente critico delle politiche cinesi nella regione, ha denunciata la censura di un suo breve articolo su Kalsang Yeshi, un monaco di 37 anni, che si è dato fuoco davanti a una stazione di polizia il 23 dicembre a Dawu County, parte della Prefettura cosiddetta ‘autonoma’ tibetana di Kardze nel nord-ovest del Sichuan.
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Il post di Woeser includeva un link ad un video su Kalsang Yeshi. Un messaggio da Facebook lo ha avvisato – come tante volte capita a chi tratta argomenti non graditi al potere dominante – che il post era stato soppresso perché “non soddisfaceva gli standard della comunità di Facebook,” senza offrire motivazioni specifiche.
Facebook non ha risposto alla richiesta di motivazioni.
“Sono rimasto davvero sorpreso. Non riuscivo a credere ai miei occhi “, ha detto della sua reazione alla comunicazione della eliminazione. “Ho pensato, ‘Com’è che Facebook è diventato come un sito web cinese?'”
Motivo semplice, caro Tsering, Mark Zuckerberg ha espresso interesse ad espandere la presenza dell’azienda in Cina, dove il suo sito è bloccato. I suoi tentativi di corteggiamento sono stati molteplici.
Nel mese di ottobre ha tenuto una conferenza alla Tsinghua University di Pechino in mandarino, che ha studiato. E all’inizio di questo mese, Lu Wei, regolatore top di Internet in Cina, ha visitato gli uffici di Facebook a Menlo Park, in California, ed è stato fotografato sorridente mentre si sedeva alla scrivania del signor Zuckerberg, dove un libro del presidente cinese Xi Jinping era in evidenza. Business is business. A certa gente non importa quanti cadaveri devono calpestare nella loro scalata al denaro: sempre più denaro.
