La Fiorentina toglie il sostegno alla candidatura di Carlo Tavecchio a presidente della Federcalcio. Lo annuncia il presidente dei viola, Mario Cognigni, che dichiara: “La Fiorentina, fedele ai propri valori etici e civili, alla luce della recente affermazione del signor Tavecchio, ritiene non più sostenibile la sua candidatura”.
Cognigni fa riferimento a questo:
La loro ‘etica’, e qui parliamo di tutti i presidenti delle squadre di calcio, è comprare, parafrasando Tavecchio, scarponi stranieri senza investire nel vivaio. Come fanno nelle loro fabbrichette.
E per continuare, strumentalizzeranno tutto e il contrario di tutto.

Le affermazioni di Tavecchio in merito ai troppi bidoni stranieri che ci sono nel campionato italiano – a qualsiasi livello, dalla serie A alla Terza Categoria – sono giuste e sacrosante, anzi, finalmente c’é un dirigente sportivo che tira fuori i coglioni e dice le cose come stanno.
La Nazionale italiana di calcio va sempre più male proprio per questo, perché negli ultimi 20 anni, il numero di stranieri tesserati per ogni squadra sono aumentati in modo impressionante. Se prima ad avere il maggior numero di stranieri erano i club che disputavano le competizioni internazionali, oggi pure le squadre di metà e bassa classifica che lottano per la salvezza hanno più stranieri che italiani; é il caso ad esempio dell’Udinese, dove 7/11 sono tutti stranieri, e i suoi calciatori provengono da quasi tutti i continenti, e da notare come da anni lancia sempre calciatori ghanesi.
Questo succede perché ormai nel calcio comandano i procuratori, che di questo sport sono il male assoluto, i quali su ogni schiappa estera che riescono a rifilare ai club nostrani, ci guadagnano un sacco.
É necessaria dunque una rifondazione totale del sistema calcio in Italia, che consiste principalmente nel ridurre il potere ai procuratori, e sulla valorizzazione dei vivai attraverso fondi da parte del CONI da destinare alle società interessate a farlo, e sulla creazione di una rete internazionale che segua i discendenti degli emigrati italiani nel mondo, che praticano calcio, e li portino qui in Italia, perché loro sono più italiani dei figli di immigrati nati in Italiani, come i vari Barwuah, El Sharrawy, Ogbonna, ecc.