
Non ci sono Vescovi, Papi o processioni di politici. Nemmeno marinaretti ad accoglierli a braccia aperte. Ma la Polizia in tenuta anti-sommossa, per sloggiare 17 famiglie italiane da un palazzo sfitto dove vivevano, visto che le case popolari vanno a zingari e immigrati. La zona è stata completamente chiusa per permettere alle forze dell’ordine di procedere con le operazioni.
Attorno alla palazzina regna il caos: poliziotti, vigili del fuoco, bambini che piangono, intere famiglie disperate per un futuro sempre più incerto: “Vogliamo qualche risposta dal sindaco – spiega Veronica Severino, 24 anni – perché tutti meritano un tetto sopra la testa. Facciano qualcosa”. Il Sindaco è impegnato con i Rom, Crocetta pensa all’accoglienza dei clandestini, non hanno tempo per voi.
Veronica viveva a casa con il compagno ed il figlio disabile: “Mio figlio è nato con una malattia congenita ed ha i piedi storti. Fra venti giorni dovrà affrontare la terza operazione ed ora ci ritroviamo senza una casa. Sia io che il mio compagno siamo disoccupati. Lui ha perso il lavoro tempo fa, io non posso averne uno perché devo pensare alla salute del mio bambino”. Nelle sue condizioni vivevano altre diciassette famiglie, che come lei si preparano a a dormire nelle tende montate per l’occasione. “Siamo senza prospettive ed ora – ci spiega – non potremo fare altro che tornare a vivere in macchina“. Il nervosismo aumenta, fra le urla degli occupanti e le lacrime dei bambini. Alcuni di loro non hanno nemmeno un anno. Gli operai della ditta di trasporti scendono con la gru una culla cosicché i genitori possano rimettere a dormire i propri figli.
Intanto il governatore siciliano Crocetta: “Entro domani i 41 minori – pseudo 17enni senza documenti – che si trovano al ‘campo di concentramento’ – dice Crocetta, a spregio di chi c’è stato veramente – di Lampedusa dovranno essere spostati. Abbiamo già avuto un incontro con il Tribunale dei minori di Palermo per trovare loro una soluzione temporanea dignitosa”. Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, durante una conferenza stampa convocata per annunciare i provvedimenti adottati dal Governo regionale in favore dei clandestini.
“Non hanno avuto il minimo rispetto. Sono entrati con violenza, mentre i bambini facevano colazione prima di andare a scuola o addirittura ancora dormivano”. Dice Benedetta.
Si avvicina anche una ragazzina. Non ha ancora sedici anni, ma sembra che già ne abbia passate tante. “Quando siamo arrivati, le case erano in condizioni pietose. Ci siamo attrezzati per l’allaccio della corrente elettrica, non la rubavamo. Ci stavamo muovendo anche per i contatori dell’acqua. Il comune – conclude – se ne lava le mani, però ci manda i bollettini per pagare la Tares”. Poi compare un altro ragazzo, di circa 30 anni, che ci spiega cosa gli è accaduto: “Avevo un’occupazione ed una casa, anche graziosa. Poi ho perso il lavoro ed il proprietario voleva ugualmente la ‘mesata’. L’ho dovuta lasciare, dopo i tanti sacrifici fatti per dare dignità alla mia famiglia”.
Dalle ultime statistiche risultano oltre 12 mila senza tetto in città, a fronte di oltre 20 mila richieste.Non sono clandestini, né siriani né africani, nessuna operazione Mare Nostrum per loro. Nessun hotel di lusso pronto ad accoglierli, solo la notte buia.

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