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Dopo la monocoltura delle patate, l’Irlanda dà alla ‘civiltà’ le ‘nozze gay’

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Non poteva essere che l’Irlanda, il primo Paese o Stato occidentale ad approvare il cosiddetto matrimonio gay per voto popolare. Gli altri, o lo hanno rigettato per referendum (California e tutti gli Stati americani) e se lo sono visto imporre dai giudici, oppure lo hanno visto adottare dai propri governi, non ostante violenti scontri di piazza (Francia).

L’Irlanda è il laboratorio della modernità. E’ passata da un oscurantismo pretesco quasi feudale (con connotazioni gay comunque già presenti e venute fuori negli scandali pedofilia), alla polvere del consumismo selvaggio dei sentimenti.

A questa mutazione del tessuto sociale è stato decisivo il mutamento del tessuto economico: la rivoluzione che ha trasformato l’Irlanda da un’economia di sussistenza ad un hub finanziario che la rende molto simile ad un paradiso fiscale. Senza essere passata da una transizione industriale. Questo ‘choc’ ha generato entropia: la società si è disgregata.

Non è un caso l’Irlanda sia stata il fulcro europeo della bolla finanziaria/immobiliare che ha causato la Grande Recessione. La cessione all’entropia dei valori è sempre preceduta da una sbornia economica. Non una crescita economica costante su basi solide e industriali, ma un boom dettato da mera speculazione finanziaria.

In sintesi: una società non culturalmente pronta, toccata da un benessere fittizio che ha fatto quello che un improvviso fiotto di acqua bollente può fare in un tubo gelato.

Non di meno, l’Irlanda è anche il simbolo di cosa può fare – insieme alle cause già citate – la propaganda mediatica. Decenni di televisione spazzatura, hanno subdolamente instillato nelle nuove generazioni l’idea che ‘certe cose siano normali’. Dai ‘matrimoni’ gay ai rapporti interrazziali passando per le adozioni.

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Tutti i media di distrazione di massa vogliono una società ‘gay-mulatta’, perché qualcuno, in alto, desidera una entropizzazione dei valori che ‘disaggreghi’ i legami in modo da dominare meglio la società.

Perché non è, che improvvisamente gli irlandesi siano diventati ‘gay-fanatici’, semplicemente, il lavoro coordinato di propaganda e consumismo li ha ridotti a monadi indifferenti di ciò che li circonda: sono fatti loro, non mi tocca. Infatti il sì alle ‘nozze gay’ di una minoranza: il 60 per centro del 60 per cento che ha votato (35% totale). Ed è questo che vuole chi ‘sta in alto’: la trasformazione dei cittadini in individui. Non più esseri sociali della polis, ma animali egomaniaci allo stato brado.

A noi potranno solo imporlo per legge di un Parlamento abusivo e non eletto. Gli italiani sono sempre stati molto meglio dei propri governanti.

L’Italia resiste. Per diversi motivi. Rappresentiamo una società culturalmente molto più antica di quelle anglosassoni alla cui sfera culturale ed economica appartiene l’Irlanda. Non è così semplice entropizzare culturalmente chi ha secoli di Storia nel sangue. Ma siamo circondati. Per questo è necessario fuggire dalla Ue, che è un entità che ha la propria ragione d’essere nell’entropia dei valori.

In conclusione: ISIS e l’Irlanda sono due facce dello stesso tracollo di civiltà. Due tipi di oscurantismo morale. Uno imposto attraverso la violenza, l’altro insinuato attraverso i ‘diritti’. Il secondo è molto più difficile da comprendere, e quindi da combattere.

 

Fonte: Identità.com