Profughi rubano e poi chiedono riscatto, fuga nel centro



Prima ruba un orologio, poi tenta di estorcere 50 euro al proprietario per restituirglielo. E alla consegna si presenta con altri tre colleghi profughi per intimidirlo.

Vittima un 25enne italiano, estorsore un profugo nigeriano 30enne finito in manette insieme a due dei suoi complici. L’arresto dopo un breve inseguimento, è stato compiuto all’interno dell’ex caserma Serena di Dosson dove i tre nigeriani richiedenti asilo sono ospitati.

I tre sono ora reclusi nel carcere di Santa Bona, in attesa dell’udienza di convalida fissata per lunedì.

Qualche giorno fa il furto dell’orologio ai danni dell’italiano che, insieme a un amico, era seduto su una panchina del parco pubblico di via Canova.

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Il nigeriano si è avvicinato e ha iniziato a parlare, poi ha chiesto di vedere da vicino l’orologio del 25enne, un modello Diesel da circa 300 euro.

Ma una volta che il ‘genio’ gliel’ha dato è fuggito. Poi la vittima del furto ha rivisto il ladro e gli ha chiesto la restituzione dell’orologio. Ma lì è scattato il tentativo di estorsione: «Se lo rivuoi mi devi dare 50 euro».

Si erano così accordati per lo scambio, fissando un appuntamento in via Pindemonte. Al quale il presunto estorsore si è presentato con i tre colleghi profughi. A quel punto la vittima ha avuto un attimo di lucidità e ha chiamato la polizia, tentando l’escamotage: «Devo chiamare mia moglie che mi porti il denaro».

Mentre la aspettavano i quattro profughi si sono innervositi e si sono allontanati velocemente proprio quando sul posto arrivavano le volanti. Gli agenti di polizia li hanno seguiti fino all’ingresso dell’ex caserma Serena e bloccati. Solo uno è riuscito a sparire. Il 30enne è stato denunciato per il furto, poi insieme agli altri tre è finito in cella per la tentata estorsione.

Ecco chi ospitiamo: ladri, stupratori e puttane.



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