Uccisi 210 musulmani per liberare i 4 ostaggi ebrei: il richiamo del sangue

Vox
Condividi!

# Liberazione degli Ostaggi Israeliani: Un Resoconto Dettagliato

Un governo nazionalista non teme di versare sangue straniero per salvare il sangue della propria gente. Non ce lo vediamo il premier israeliano ad assegnare porti alle navi delle Ong.

## Operazione Militare e Conseguenze

Nell’operazione militare che ha portato alla liberazione degli ostaggi israeliani, i palestinesi rimasti uccisi sarebbero almeno 210, secondo quanto afferma Hamas. Si parla anche di 400 feriti nella zona del campo profughi di Nuseirat, dove gli ebrei erano prigionieri.

## L’Arrivo degli Ostaggi Liberati

Vox

I quattro ostaggi israeliani, liberati con un blitz dell’esercito nel centro della Striscia di Gaza, sono sbarcati dall’elicottero militare e sono stati scortati in ospedale a Tel Aviv. Hanno riabbracciato le loro famiglie dopo 246 giorni nelle mani di Hamas. I medici li hanno trovati provati, ma in generali buone condizioni di salute.

## Il Ritorno di Noa Argamani

A bordo di un pulmino, **Noa Argamani**, 26 anni compiuti sotto sequestro, guarda il padre negli occhi prima di abbandonarsi sulla sua spalla sicura. Poi le foto di rito che li ritraggono entrambi sorridenti. La giovane ha ricevuto per prima la telefonata di Benyamin Netanyahu e del presidente Isaac Herzog. “Neppure per un minuto abbiamo smesso di pensare a te e non ci siamo mai arresi”, le ha detto il premier. Il suo fidanzato Avinatan Or, anche lui rapito, è ancora prigioniero di Hamas.

## Gli Altri Ostaggi Liberati

Tutti e quattro erano alla festa della musica di Reim:

1. **Andrey Kozlov**, cittadino russo di 27 anni, immigrato in Israele da appena un anno e mezzo senza la sua famiglia, lavorava alla security del rave. Il consolato israeliano a San Pietroburgo si è subito messo in contatto con i suoi genitori per assisterli nel viaggio verso Tel Aviv, dove arriveranno domani mattina.
2. **Almog Meir Jan**, ventiduenne di Or Yehuda. Doveva cominciare a lavorare in un’importante società di high-tech proprio l’8 ottobre, il giorno dopo il massacro. Chi lo conosce lo descrive come un ragazzo “sempre gentile e disponibile con tutti”.
3. **Shlomi Ziv**, 41 anni, che come Andrey lavorava alla sicurezza del Nova Festival. Nelle prime parole alla moglie Miren, ha chiesto di vedere Yanai e Aviv Eliyahu, due fratelli che erano con lui al rave: il primo è sopravvissuto, il secondo è stato ucciso dai terroristi. “Ne parliamo dopo”, le ha risposto la moglie.




2 pensieri su “Uccisi 210 musulmani per liberare i 4 ostaggi ebrei: il richiamo del sangue”

  1. questo dimostra che tutti i palestinesi sono dei figli di puttana che tifano hamas, e sono hamas, quindi vanno massacrati tutti nessuno escluso!
    se io so che vicino me, ci sono dei prigionieri di un altro popolo che ci sta massacrando , io li prendo e li riporto a casa loro, per evitare di morire ammazzato con la mia famiglia
    se ste bestie beduiniche non lo fanno è perche’ sono convinte di stare nel giusto che è giusto ammazzare gli israeliani ed è giusto stuprare e massacrare coloro che sono prigionieri, si nel giusto, proprio come la coatta borgata che si crede il leader d’italia

    mister vox votero’ vannacci e a malincuore mettero’ il segno su sto altro partito di merda che è la lega!

    siamo circondati da ritardai cognitivi gravi!, questa è la verità, l’ unico nostro scampo è votare per il meno peggio, visto che il meglio non esiste!

Lascia un commento