Italiano uccide albanese che voleva entrare in casa sua: poi trenta albanesi lo vogliono linciare, arrestato

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Qui, al di là della vicenda in sé – sarà la magistratura ad accertare le responsabilità – quello che preoccupa è che ci siano trenta albanesi pronti a linciare un italiano nel piccolo comune di Bibbiano.

Sono circa le 23 di venerdì, quando Ilirjan Minaj, albanese, viene colpito a morte sulla tromba delle scale di un condominio di Bibbiano, mentre cercava di irrompere in casa di una famiglia italiana.

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Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti quando incrocia il 41enne Riccardo Stefani, fra i due nasce un alterco che si trasforma subito in un’accesa lite.

Stefani, aggredito, si rifugia in casa, ma l’albanese Minaj comincia a battere i pugni sulla sua porta d’ingresso.

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A quel punto l’italiano, che pare abbia precedenti per dipendenze, esce armato di un coltello da cucina col quale ha poic colpito l’albanese con un fendente al torace e alla bocca. L’immigrato è morto all’istante.

Dopo una breve trattativa – con l’aiuto anche dei servizi sociali chiamati sul posto – i militari hanno arrestato il presunto omicida, che si era inizialmente barricato nel suo appartamento dove abita con la madre anziana. E dove gli investigatori hanno sequestrato anche l’arma del delitto ancora sporca di sangue.

Stefani è stato arrestato con l’accusa di omicidio aggravato dopo essere stato sentito dal pm di turno, il sostituto procuratore Isabella Chiesi. Ma al momento di portarlo fuori dal palazzo e nella gazzella dei carabinieri, intorno all’una di notte, si è scatenata la rabbia di una trentina di familiari dell’albanese. I carabinieri hanno dovuto creare un cordone e bloccare con la forza la folla di albanesi inferociti che, tra grida minacciose e sputi, ha tentato di raggiungere il presunto assassino per aggredirlo.

L’uomo ora si trova in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria, in attesa della convalida.




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