Moschee covi di imam terroristi ma lo Stato ha paura di chiuderle

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Attualmente, le comunità islamiche italiane sono sotto il controllo degli apparati di sicurezza dello Stato, un modello seguito anche da Francia, Regno Unito e Belgio¹⁴. Peccato che, a differenza di questi Paesi, l’Italia potrebbe espellerli visto che non sono cittadini.

Ma la vera emergenza sono le nuove generazioni, in particolare i giovani nati in Italia che si avvicinano alla fede attraverso la radicalizzazione, rappresentano una minaccia da eradicare con espulsioni di massa.

Circa 500 individui operano come “guide spirituali” in Italia, un numero quasi raddoppiato in circa 10 anni¹⁴. L’intelligence ha stretto le maglie attorno a loro, cercando di prevenire una deriva che, una volta innescata, potrebbe essere difficile da fermare¹⁴. Tuttavia, il rischio di radicalizzazione è sempre più elevato, così come il rischio di un aumento degli attentati terroristici legati alla religione¹⁴.

Esistono vere e proprie isole nel nostro Paese in cui la legge italiana è sospesa in favore di quella islamica¹⁴. Queste comunità sono sostenute da finanziamenti provenienti dall’estero, principalmente dai Paesi della penisola Araba come Qatar e Arabia Saudita²². Questi fondi sostengono le comunità e, spesso, arrivano direttamente nelle tasche dei predicatori, pagati per compiere la missione¹⁴.

In questo contesto, l’espulsione degli imam estremisti potrebbe rappresentare una soluzione necessaria per garantire la sicurezza nazionale. Il controllo silenzioso, sebbene importante, potrebbe non essere sufficiente per prevenire la radicalizzazione e gli attacchi terroristici.

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Necessaria. Ma non sufficiente. L’espulsione degli imam estremisti potrebbe rappresentare un passo avanti significativo nella lotta contro il terrorismo e la radicalizzazione. Tuttavia, è fondamentale che queste misure siano accompagnate dal blocco dei ricongiungimenti familiari, dall’azzeramento dell’immigrazione regolare islamica e dall’espulsione di massa di centinaia di migliaia di musulmani. Altrimenti il futuro è segnato.

Le 53 moschee emerse dai controlli del Viminale sono illegali, nonostante vengano tollerate da uno Stato che ha, di fatto, ceduto il controllo del territorio agli imam. Sono inoltre suddivisi in tre gradi sulla scala del rischio di radicalizzazione terroristica: nessun rischio, mediamente a rischio e rischio maggiore”. A Roma, circa il 50% dei centri islamici attualmente mappati vengono costantemente tenuti sotto osservazione, perché considerati a medio e alto rischio.

Abbiamo decine di moschee covi di terroristi islamici ma non vengono chiuse. Lo Stato italiano.

“Oltre al monitoraggio dei soggetti più attenzionati e alle microspie nelle sale islamiche, la Questura attua anche una revisione dei testi religiosi, quelli che vengono letti dagli imam durante la preghiera del venerdì”.

Invece di chiudere i loro covi e rimandarli a casa, sprechiamo risorse per monitorare e tradurre i loro testi. Follia.