“L’Italia ormai è nostra siete stati colonizzati”

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Nel 2050, l’Italia, un tempo culla di cultura e arte, è irriconoscibile. Le strade delle città, un tempo vibranti di italiani orgogliosi, sono ora un mosaico di volti da tutto il mondo che non si riconoscono l’uno con l’altro. L’ultimo italiano, un uomo di nome Luigi, vive in una piccola casa a Venezia.

Luigi è un uomo anziano con i capelli bianchi come la neve e gli occhi pieni di tristezza. Ogni giorno, si siede sulla sua gondola e naviga lungo i canali di Venezia, un fantasma in una città che non riconosce più. La lingua italiana, un tempo cantata con passione nelle strade, è ora un lontano ricordo. Luigi è l’ultimo a parlarla fluentemente. Perché è l’ultimo italiano.

Luigi è triste. Sente che con la sua morte, l’Italia che conosceva e amava morirà con lui. Le nuove culture e tradizioni che le persone avevano portato con sé erano belle o brutte, ma non erano le sue. Luigi non poteva fare a meno di sentirsi come un estraneo nel suo stesso paese. In quello che era stato il suo stesso paese.

Ogni sera, Luigi si siede sulla sua veranda, guardando il tramonto sul Canal Grande. Parla ad una città ormai immaginaria in italiano, la sua voce tremante mentre racconta storie di un’Italia che non esiste più. Le sue parole sono piene di nostalgia e di un dolore sordo che non riusce a placare.

Oggi noi siamo tutti Luigi. Ognuno di noi potrebbe essere stato l’ultimo italiano. Ognuno di noi potrebbe essere l’ultimo a ricordare l’Italia per quello che è stata. E ogni giorno che passa, un pezzo della nostra amata Italia svanisce, destinata a scomparire con noi se non fermiamo l’immigrazione regolare di massa.

Ce lo dicono, nel 2024, i giovani figli degli immigrati.

Il giovane, vestito con abiti di marca, mostra il suo passaporto marocchino e dichiara che non rispetta le leggi italiane. Quando la donna gli ricorda che si trova in Italia e deve rispettare le leggi italiane, il giovane risponde che secondo lui si trova in Marocco perché “ormai in Italia non c’è più niente di italiano”, che l’Italia è ormai marocchina e che è casa sua.

Gli immigrati pagano seimila euro per venire in Italia lungo la rotta balcanica:

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E i loro correligionari già in Italia, invitati in televisione, spiegano quale è il pensiero di queste masse ostili che ci stanno invadendo. Considerano la nostra Italia ‘casa loro’:

Ne entrano trecento al giorno solo via terra, un migliaio compresi quelli via mare, calcolate voi quanto guadagnano i trafficanti e quale partito finanziano perché questo prosegua.

Ormai dicono apertamente di averci colonizzati:

L’articolo discute di una situazione in cui un gruppo di immigrati dal Marocco ha stabilito una sorta di “regno” nei boschi della provincia di Varese, vicino al confine con la Svizzera. Questo “regno” è descritto come basato sul commercio di droga, con l’ordine e l’autorità esercitati attraverso metodi violenti come la frusta, i proiettili e la tortura. L’articolo cita un caso in cui due uomini sono stati legati ad alberi e torturati, con uno di loro che ha subito gravi lesioni fisiche.

L’articolo sottolinea anche che non c’è sorpresa o stupore espresso nelle cronache contemporanee su questa situazione. Si menziona che una comunità di sudditi del re Mohammed VI si è trasferita nel Pavese anni fa, formando un vero e proprio clan. Alcuni membri di questo clan, descritti come giovani ambiziosi, hanno esplorato le terre della Lombardia alla ricerca di luoghi dove stabilire un proprio “sultanato”. Questi luoghi sono descritti come pittoreschi dal punto di vista paesaggistico, ma contaminati dal crimine.

Infine, l’articolo racconta di un uomo di 25 anni, anch’egli marocchino ma di un’altra tribù, che è stato sottoposto a un trattamento atroce simile a quello praticato dai trafficanti di esseri umani nei loro campi di transito in Libia. L’uomo è stato legato, frustato, tagliuzzato, gli è stato amputato un pezzo di orecchio e il braccio spezzato, poi è stato abbandonato a morire in una buca. La sua testimonianza ai carabinieri di Luino ha riferito di armi da fuoco puntate contro di lui “in presenza di molti altri connazionali”. Un trattamento simile è stato subito da un quarantenne italiano.

Gli aguzzini trasferivano i disgraziati italiani di bivacco in bivacco, neppure loro capivano dove si trovassero, pur essendosi nutriti di latte materno in qualche borgo a un tiro di schioppo. Un’organizzazione militare, con tanto di servizi di informazione. Il tossicomane pestato forse era uno che parlava troppo: solito rituale, legato a un albero, e poi ridotto a uno straccio, fino a doversi recare al pronto soccorso. Cosa possono fare i militari che raccolgono a spizzichi e bocconi le denunce dopo es-sere stati avvertiti dai sanitari? Impossibile stanare i criminali nella selva.

L’articolo riporta anche un dialogo tra una donna italiana e un giovane marocchino su un treno. Il giovane, vestito con abiti di marca, mostra il suo passaporto marocchino e dichiara che non rispetta le leggi italiane. Quando la donna gli ricorda che si trova in Italia e deve rispettare le leggi italiane, il giovane risponde che secondo lui si trova in Marocco perché “ormai in Italia non c’è più niente di italiano”, che l’Italia è ormai marocchina e che è casa sua.




2 pensieri su ““L’Italia ormai è nostra siete stati colonizzati””

  1. Visita alla più antica Accademia Militare del pianeta
    ://youtu.be/vDyaRmZI2sE

    LA FABBRICA D’ARMI PIÙ ANTICA DEL MONDO È ITALIANA
    ://youtu.be/WBTO3cx0VPc

  2. La peggiore conseguenza dell’italicida impero fu l’annullamento delle sublimissime virtù marziali degl’Italici:

    Vele Nere sul Tevere 🏴‍☠️ Storia del Fatale Saccheggio Arabo a Roma nell’Anno 846 D.C. 🏛️
    ://youtu.be/NQLfSGQEzi8

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