Guerriglia islamica a Milano scatenata dai rapper nordafricani

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Il trapper Baby Gang, all’anagrafe Zaccaria Mouhib, e un altro trapper, Neima Ezza, nome d’arte di Amine Ez Zaaraoui, sono coinvolti in un nuovo processo a Milano⁹[^10^]. Sono accusati per i disordini islamici avvenuti il 10 aprile 2021, in zona a San Siro a Milano, quando Neima stava realizzando un video musicale⁶². Durante la registrazione del video, erano presenti circa 300 immigrati di seconda generazione, anche minorenni, che hanno scatenato la guerriglia contro le forze dell’ordine⁶². Le accuse, a vario titolo, sono di manifestazione non autorizzata e resistenza a pubblico ufficiale⁶².

Neima Ezza ha chiesto la messa alla prova, mentre Baby Gang, difeso dal legale Niccolò Vecchioni, ha scelto il rito abbreviato⁶². L’udienza è stata rinviata a settembre⁶². Baby Gang era tornato in carcere perché, secondo i giudici, mentre era ai domiciliari con braccialetto elettronico (ha due condanne in primo grado per rapina e altri reati), avrebbe “comunicato con un numero indeterminato di soggetti, pubblicando fotografie su Instagram” nelle quali “viene ritratto mentre impugna una pistola che punta verso l’obiettivo”⁶². Ha fatto ricorso al Riesame per chiedere di tornare ai domiciliari⁶².

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Le forze dell’ordine hanno lanciato un lacrimogeno per allontanare i ‘ragazzi’, tra i 16 e i 20 anni, che si erano assembrati in via Micene. Dopo, il caos si è spostato in piazzale Selinunte dove i ‘giovani’ hanno risposto con bottiglie, pietre e bastoni. Polizia e carabinieri costretti ad intervenire con i blindati per sedare la rivolta nel quartiere islamico.

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