Sono nati qui ma odiano l’Italia: vogliono mettere il velo alle italiane

Vox
Condividi!

Corre l’anno 2050. L’Italia, un tempo conosciuta per la cultura e la bellezza, non c’è più. Gli italiani di sangue, una volta maggioranza in questa terra ricca di storia, sono diventati minoranza grazie all’immigrazione regolare di massa che ha portato dal 2024 mezzo milione di immigrati islamici ogni anno.

Un partito islamico, noto come “La Nuova Alba”, ha vinto le elezioni. Subito ha introdotto nuove leggi e regolamenti che hanno cambiato radicalmente il tessuto sociale del paese. Una di queste leggi riguarda le donne italiane: ora obbligate a indossare il velo in pubblico.

Le strade di Roma, Firenze e Milano, un tempo piene di donne con abiti colorati e alla moda, sono ora dominate da figure velate. Nere. Anonime.

Oggi, nel 2024, nel degradato e multietnico quartiere perugino di Fontivegge, c’è una scuola senza italiani: nella classe quinta della Primaria “Pestalozzi” c’è una sola bambina figlia di genitori nati in Italia. Il che non ci conferma che sia davvero italiana.

Tutti i suoi compagni, ventidue, sono figli di coppie arrivate dall’estero. Un riflesso dell’alta concentrazione di stranieri che vive in quella fetta di città con vista sulla stazione. Non a caso degradata: per la loro presenza.

L’Istituto Superiore Vittorio Bachelet di Abbiategrasso, dove ci sono ancora italiani, invece, ha annunciato un nuovo corso avanzato di introduzione alla lingua e alla cultura araba. Questo corso, come si legge nella circolare, è aperto a studenti, docenti e collaboratori scolastici perché si integrino all’islamizzazione.

In un contesto in cui la carne halal e le donne recintate per la preghiera di fine del Ramadan a Roma sono diventate argomenti di discussione, questa notizia ha suscitato ulteriori dibattiti. Alcuni vedono questa iniziativa come un esempio di “integrazione al contrario”, in cui gli studenti italiani sono chiamati a imparare la lingua degli immigrati arabi nel nostro paese.

Il giorno di inizio del corso, si terrà anche una festa per celebrare la recente fine del Ramadan. Durante questa festa, avrà luogo un laboratorio di “hijab”, in cui verrà insegnato alle ragazze italiane come divenire le schiave sessuali degli invasori islamici portando il velo.

Abrogare ricongiungimenti familiari e tornare allo ius sanguinis integrale. Le loro armi sono le donne incinte.

Il problema non è di sicurezza: è demografico. Quando importi masse di immigrati regolari, importi un esercito ostile sul tuo territorio.

A proposito di integrazione e di figli di immigrati che hanno la cittadinanza, ricordiamo l’arresto, a Trieste, del piccolo Mohammed. Uno delle migliaia di figli islamisti di immigrati che infestano il territorio italiano. Uno dei tanti arrivato coi famigerati ricongiungimenti familiari.

Il minorenne islamico era pronto a realizzare un dispositivo rudimentale per compiere un attentato nella scuola da lui frequentata. Sono i compagni di classe dei vostri figli e dei vostri fratelli. Sono i vostri compagni di classe.

Durante un pedinamento venne sottoposto a controllo lo zaino del ragazzo dove sono stati trovati diversi documenti manoscritti in lingua araba e una bandiera dell’Isis realizzata manualmente dallo stesso ragazzo. Era pronto. Sono tra noi.

I suoi genitori erano all’oscuro di tutto e sono caduti dalle nuvole quando hanno scoperto che il loro figlio veicolava attraverso il web messaggi di istigazione alla lotta armata nel nome della jihad. Contro gli italiani. E si preparava a colpire.

A dimostrazione di come le seconde generazioni siano molto più pericolose delle prime. Sono e si sentono corpi estranei, anche se qualcuno ha regalato loro la nostra Cittadinanza: e ci odiano. Alcuni ci sgozzano per strada, altri vogliono farlo nelle scuole.

Il giovane quindicenne nato e cresciuto in Friuli Venezia Giulia, a Udine, di seconda generazione e perfettamente integrato nella comunità friulana, era il più importante e attivo traduttore dei contenuti terroristici dell’Isis in Italia.

Vox

L’integrazione è una menzogna. Stiamo allevando serpi in seno. Figlio di algerini, senza nessun precedente, il giovane era stato intercettato nei primi mesi dello scorso anno.

Inizialmente si pensava che fossero gli adulti i responsabili della diffusione dei messaggi. Poi è emersa la verità: il nuovo italiano. Integrato.

La sua conoscenza della lingua araba è stata giudicata perfetta.

SI MIMETIZZANO
– All’apparenza il ragazzo non si presentava come un sostenitore o simpatizzante dell’Isis: non aveva la barba lunga e non indossava abiti particolari. È un normalissimo adolescente. Non hanno scritto in fronte ‘terrorista’, ogni musulmano può essere un terrorista.
Nessuno sospettava di lui all’interno dell’istituto scolastico di Udine, che frequentava come studente. E dove si preparava a colpire.

«Come faccio passare una cintura esplosiva nelle porte automatiche?». Questo domandava in rete:

Del resto, Bilal Bosnic, capo reclutatore di ISIS, lo aveva rivelato tempo prima: «Tra i nostri soldati ci sono con la cittadinanza italiana. Non mi sorprende. E’ un dovere di un musulmano essere coinvolto nella jihad». L’affermazione piuttosto prevedibile e anticipata ieri da VOX arriva da uno dei capi di ISIS, Bilal Bosnic, ritenuto il reclutatore principale di ISIS.

«In Italia ho visitato i centri islamici, ho predicato. Ci sono stato in più occasioni, fino a qualche mese fa. A Bergamo, a Cremona, ma anche a Roma. Per noi siete un Paese molto importante», afferma Bosnic precisando di non aver «commesso alcun reato».

Infatti, in Italia, chi inivta ad uccidere italiani non commette reato, è normale. Alcuni diventano anche ministri.

Aveva poi proseguito: «so per certo che arrivano finanziamenti dall’Italia».

Secondo una elaborazione della Fondazione Leone Moressa, notoriamente xenofila, con lo ius soli si regalerebbe la cittadinanza italiana a 800.600 cosiddetti ‘ragazzi’ dell’età dell’algerino di Trieste, quelli che non l’hanno già acquisita grazie ai genitori diventati italiani come permette già la legge attuale, circa l’80% dei minori stranieri residenti in Italia. A questi – spiegano – si aggiungerebbero 58.500 potenziali beneficiari ogni anno. Una totale catastrofe.

E sempre secondo lo studio, tra i nuovi italiani di carta sarebbe record di bambini con genitori romeni, albanesi o marocchini, ovvero le tre comunità più numerose in Italia. E poi cinesi, filippini, indiani, moldavi, ucraini, pachistani e tunisini. La crème che riempie le pagine della cronaca nera.

Di tutti questi il 38,4% è musulmano.

Ma questo sarà solo l’inizio. Anche senza sbarchi, considerando i nuovi nati e i già ‘italiani’, di questo passo avremo 5/6 milioni di ‘italiani’ islamici entro 10 anni. Ben oltre il 10% della popolazione. Un altro 10% sarà comunque non italiano. Nel giro di pochi decenni, l’Italia sarà, con lo Ius Soli, un paese islamico. E questo, senza contare l’effetto ‘attrazione’ che avrebbe una legge simile.
Lo ius soli non l’hanno approvato. E non lo approveranno. Ma già l’attuale legge, come dimostrato da questo arresto e dagli arresti precedenti:

Nonché dai recenti sgozzamenti e tentativi di rogo, permette a decine di migliaia di giovani islamici di diventare italiani ogni anno. Gente che ci odia. Gente che ci dominerà attraverso la violenza o la ‘democrazia’, quando loro saranno abbastanza.

Tutto questo dobbiamo impedirlo. E dobbiamo impedirlo ora. E’ tempo di una riforma della legge sulla Cittadinanza in senso restrittivo. E’ tempo di tornare allo ius sanguinis. O sarà il nostro sangue a scorrere.

Ci sono due figure criminali che guidano una latente e quotidiana rivolta islamica contro l’Italia: quella dell’imam abusivo e del trapper violento.

Azzerare l’immigrazione islamica. Abrogare ricongiungimenti familiari. Tornare allo ius sanguinis integrale. Le loro armi sono le donne incinte.