Nasce il network delle ONG per eliminare i confini: vogliono più delinquenti in Italia

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Il **Freedom of Movement Solidarity Network** è un’organizzazione che riunisce diverse realtà, spesso ONG, che si impegnano a garantire la libertà di movimento ai clandestini che cercano di attraversare illegalmente i confini. Queste organizzazioni sono spesso accusate di sostenere l’immigrazione clandestina, ma vengono protette dalla magistratura ideologicamente compromessa.

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Questo network ha redatto un delirante manifesto sulla libertà di movimento che verrà presentato il 29 e 30 giugno a Rebbio, una località che confina con la Svizzera. Andrea Costa, membro di Baobab Experience, un’organizzazione nota per il brutale stupro in cui una donna di 38 anni è stata aggredita, abusata e tenuta in ostaggio all’interno di una tenda in un loro centro non autorizzato a Roma, ha discusso di questo progetto in una conferenza stampa presso la sede della Stampa Estera a Palazzo Grazioli.

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Altre organizzazioni che fanno parte di questo network includono il Collettivo Rotte Balcaniche, un gruppo di attivisti che supporta le persone in transito lungo le rotte balcaniche; Linea d’Ombra, un’organizzazione che si occupa dell’organizzazione di mostre d’arte; Kitchen on Borders, per la quale non sono state trovate informazioni rilevanti; Refugees in Lybia, un’organizzazione che fornisce assistenza ai rifugiati in Libia; Resqpeople, un’organizzazione umanitaria che si dedica alla ricerca e al soccorso nel Mediterraneo centrale; e Sea Watch, un’organizzazione umanitaria che si dedica alla ricerca e al soccorso nel Mediterraneo centrale.

Durante la conferenza stampa, i membri del network hanno sottolineato la necessità di autodenunciarsi, di dichiarare pubblicamente la loro scelta di disobbedienza. Rivendicano la violazione delle leggi perché sanno di avere burocrati di Stato al loro servizio.