Eurovision: niente cantanti ribelli, il trionfo del conformismo globalista

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Un atto è trasgressivo se mette a rischio la carriera di chi lo compie. Altrimenti è manierismo di regime come tutti i gesti compiuti dai sedicenti artisti a Sanremo e al Concertone.

# Eurovision: Una Rappresentazione della Moderna Europa

Non si può certamente affermare che l’Eurovision non sia la perfetta rappresentazione di questa Europa. Soprattutto della sua élite corrotta ideologicamente e moralmente. Questo concorso musicale, che vede la partecipazione di numerosi paesi europei, è diventato un simbolo di degrado e un esempio di conformismo piuttosto che di trasgressione.

Del resto, la trasgressione non era neanche Damiana in tacchi e autoreggenti. Anzi, il contrario.

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## Il Conformismo nell’Eurovision

In passato, il rock era considerato una forma di ribellione contro il sistema di potere e regole. Oggi, in un’epoca in cui il potere è **amorfo** e senza regole, i cosiddetti musicisti, anch’essi **amorfi**, sono diventati i cicisbei, i megafoni imbarazzanti del sistema. Questo fenomeno si riflette anche nell’Eurovision, dove la musica spesso sembra seguire le imposizioni mediatiche dell’oligarchia al potere piuttosto che sfidare lo status quo.

https://twitter.com/fratotolo2/status/1789674738496721026

## La Trasgressione nell’Eurovision

Se davvero un cantante volesse essere trasgressivo, si presenterebbe a Sanremo e all’Eurovision non con la bandiera islamica della Palestina, ma con il tricolore e il cartello contro l’immigrazione di massa “no all’invasione”. Questo gesto sarebbe un vero atto di ribellione, un rifiuto delle norme sociali imposte dall’élite globalista e politiche prevalenti. Perché metterebbe a rischio davvero la carriera di un cantante.