Mancano gli spacciatori italiani: mafia assume bambini africani per spacciare a Roma

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Banca d’Italia direbbe che servono al mercato dello spaccio. Senza di loro la droga costerebbe troppo e i tanti giovani italiani non potrebbero rifornirsi limitando così la diffusione della droga.

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 La crisi dei pusher a Roma: i 13enni stranieri arruolati per vendere crack

Roma, Quarticciolo – Le operazioni dei carabinieri della compagnia Casilina per la vendita di droga in zona Quarticciolo sono incessanti. Gli arresti di criminali di un certo peso hanno portato le organizzazioni dedite allo spaccio a reclutare minorenni o persone in difficoltà per mantenere un numero sufficiente di pusher.

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Dal 1 ottobre 2023 al 31 marzo 2024, sono state arrestate 112 persone, per lo più minori, stranieri irregolari e tossicodipendenti senza fissa dimora. Questi dati evidenziano una recente tendenza che vede una sempre minore caratura criminale dei pusher. Nello stesso periodo, sono stati sequestrati circa un chilo e mezzo di cocaina, più di mezzo chilo di crack e quasi un chilo di hashish. Nonostante il crack sia la droga più venduta, la quantità è minore a causa del peso più basso delle singole dosi rispetto agli altri tipi di stupefacenti.

I GIOVANISSIMI Pochi giorni fa, un 16enne è stato arrestato in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il ragazzo è stato sorpreso in compagnia di un 13enne, non imputabile per la sua età, mentre vendevano droga ad alcuni acquirenti in strada. I carabinieri li hanno fermati trovandoli in possesso di oltre 400 euro in contanti, ritenuti provento dello spaccio, e 12 dosi di crack nascoste tra gli arbusti.

Il 16enne è stato quindi accompagnato al centro di prima accoglienza di via Virginia Agnelli e, su richiesta del Pubblico Ministero, il gip ha applicato la misura cautelare delle prescrizioni, mentre il 13enne è stato affidato ai rispettivi genitori.

Il 16enne, residente in zona Tor Sapienza, non frequenta la scuola ed ha una situazione familiare particolare, con il padre in carcere per spaccio. Simile la condizione del 13enne, residente in zona Tiburtina, già noto alle forze dell’ordine per precedenti di guida senza patente e anche lui con il padre guineano in carcere per droga. Questi due casi riflettono la condizione di precarietà a cui la serie di arresti effettuati negli ultimi mesi al Quarticciolo ha costretto le organizzazioni criminali che gestiscono il mercato della droga.