Un milione di minori a caccia di italiani: stupri, crimini e razzismo

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Nell’ultimo periodo, l’Italia è stata scossa da una serie di eventi violenti legati alle cosiddette “baby gang straniere”. Questi gruppi criminali giovanili, composti principalmente da immigrati, stanno creando allarme sociale e preoccupazione tra la popolazione.

E’ evidente l’aumento della violenza da parte delle cosiddette “baby gang straniere” in Italia, composte principalmente da giovani immigrati. Centinaia di membri di queste gang sono stati arrestati, negli ultimi tempi, per vari reati: violenza sessuale, spaccio di droga e possesso illegale di armi.

Possiamo evidenziare gli episodi di violenza a Peschiera del Garda e Riccione, dove gruppi di giovani immigrati hanno commesso atti di violenza e molestie sessuali. A Peschiera del Garda, bande di giovani hanno assaltato un treno, mentre a Riccione, una ragazza di 15 anni è stata aggredita da un branco.

L’Italia sta sperimentando un aumento senza precedenti di violenze e molestie sessuali commesse da queste bande. Questo fenomeno è dovuto alla mancanza di provvedimenti adeguati da parte delle istituzioni e della politica.

In Italia sono stati censiti oltre 23.000 minori stranieri non accompagnati, la maggior parte dei quali sono maschi e provengono principalmente da Egitto, Tunisia, Albania e Pakistan. La violenza è diventata un problema diffuso tra questi gruppi.

Sulla questione della violenza degli immigrati in Italia, evidenziamo due episodi di violenza di gruppo a Catania e Peschiera del Garda.

A Catania, una ragazzina di 13 anni è stata vittima di un’aggressione di gruppo da parte di ragazzi di origine egiziana in un parco comunale. A Peschiera del Garda, sei ragazze tra i 16 e i 17 anni sono state molestate da un gruppo di giovani di origine nordafricana su un treno regionale.

Questi episodi, sebbene geograficamente e temporalmente distanti, sono uniti da un filo comune: la violenza di gruppo perpetrata da immigrati. L’articolo sostiene che questi atti di violenza non sono isolati, ma fanno parte di un problema più ampio che affligge l’Italia.

Al grido di battaglia “L’Africa a Peschiera” e “Le donne bianche qui non salgono”, all’inizio del giugno dello scorso anno bande di giovani nordafricani e italiani di seconda generazione hanno assaltato **Peschiera del Garda**, rubando, saccheggiando e molestando ragazzine che viaggiavano su un convoglio ferroviario di ritorno da Gardaland. Secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine, sarebbero state decine i ragazzi identificati nelle ore successive all’ondata di barbarie. Scene simili si sono viste pure un mese e mezzo dopo alla stazione **Borgonato**, piccola frazione del comune di Corte Franca in provincia di Brescia. Bande di giovani stranieri hanno assaltato i treni per tornare a casa dopo una notte di bagordi.

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Anche **Riccione** è ormai preda delle bande di stranieri. E’ lì che una ragazzina di 15 anni è stata selvaggiamente aggredita da un branco. Durante la violenza di gruppo, si sente distintamente qualcuno che grida “italiana del cazzo” e “Riccione come l’Africa”. Durante la notte rosa di Rimini la città è stata messa a ferro e fuoco da orde di gang multietniche, tra risse, rapine, pestaggi e vandalismi d’ordinanza.

Crescono con un ritmo senza precedenti le violenze e le molestie sessuali commesse da bande multietniche. L’Italia è ormai preda di gang feroci di stranieri che, sentendosi impunite, colpiscono nella più completa indifferenza istituzionale e politica. Nel 2022 Milano è stata la prima città a sperimentare l’ondata delle violenze delle baby gang, a partire dalla notte di Capodanno, quando bande formate da decine di ragazzi nordafricani hanno assaltato piazza Duomo.

«C’erano tanti uomini, 30, forse 50, poi ho visto la mia amica, non aveva più indumenti addosso, era nuda, sanguinava dal seno, rannicchiata piena di lividi, i pantaloni abbassati alle caviglie, è stata soccorsa da un’ambulanza», aveva raccontato una giovane vittima del branco.

Queste bande sono composte in prevalenza da giovani immigrati e dai cosiddetti italiani di seconda generazione. Terrorizzando interi quartieri delle città italiane e organizzandosi sui social network, le baby gang sono un fenomeno che si è sviluppo negli ultimi dieci anni perché, come al solito, il buonismo istituzionale e politico ha preferito non prendere provvedimenti quando era ancora facilmente gestibile. I dati parlano chiaro e svelano una realtà inquietante, peraltro già sperimentata da diversi Paesi europei, come Regno Unito, Svezia e Francia.

La violenza degli immigrati è un problema sistemico che richiede un’azione urgente. Serve un approccio olistico che includa espulsioni di massa, abrogazione dei ricongiungimenti familiari, azzeramento dell’immigrazione extraeuropea e il ritorno allo ius sanguinis come uniche soluzioni.

C’è la necessità, urgente, di agire per garantire la sicurezza delle donne e delle ragazze in Italia, libere dalla paura della violenza degli immigrati.

Ma sono solo la punta dell’iceberg. La vera minaccia, quella più profonda, sono i figli e i nipoti degli immigrati afroislamici. Quelli che si stanno prendendo la Francia, ad esempio.

Risiedono in Italia circa 6 milioni di stranieri tra regolari, clandestini e ‘nuovi italiani’ che rappresentano il 10 per cento del totale dei residenti. Di questi, un milione e 100mila sono minorenni iscritti nelle anagrafi comunali del nostro Paese, cioè un quinto della popolazione straniera complessivamente residente in Italia.

Un esercito nemico. L’esercito delle baby gang.