“L’aborto è un omicidio”. Gli assassini linciano la vicedirettrice del Tg1

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L’aborto è senza ombra di dubbio un omicidio. Non sorprende che non vogliate sentirvelo dire. Si può poi discutere il modo migliore di evitarlo, ma sul fatto che sia la soppressione di una vita umana non può esistere discussione tra essere senzienti.

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E’, inoltre, visti i numeri, un sacrificio umano di massa.

# Incoronata Boccia: Un Baluardo Pro-Life in un Mare di Controversie

Incoronata Boccia, vicedirettrice del Tg1, è recentemente diventata il centro di un dibattito acceso a seguito del suo intervento pro-life nel programma “Che Sarà”. La sua affermazione, “L’aborto è un omicidio”, ha scatenato una tempesta di reazioni, con molti che la criticano aspramente.

Tuttavia, è importante ricordare che la libertà di espressione è un diritto fondamentale in una società democratica. Boccia ha espresso la sua opinione personale su un argomento molto delicato e controverso. Nonostante le critiche, ha avuto il coraggio di difendere le sue convinzioni.

La questione dell’aborto è complessa e suscita forti emozioni da entrambe le parti. Mentre alcuni vedono l’aborto come un diritto della donna, altri, come Boccia, lo considerano un atto di violenza contro una vita innocente.

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Incoronata Boccia merita rispetto per aver espresso la sua opinione.

Parlando dell’aborto, Boccia ha specificato di non voler “giudicare le persone e le storie” ma di voler esprimere la sua opinione sul “principio”, sostenendo che “stiamo scambiando un delitto per un diritto” ed affermando che “l’aborto è un omicidio”. La vicedirettrice del Tg1 ha ricordato che questo concetto venne espresso da Madre Teresa di Calcutta durante il conferimento del premio Nobel per la pace ad Oslo il 10 dicembre 1979. In effetti, in quell’occasione la santa, venerata come tale dalla Chiesa cattolica, si disse convinta che “il mezzo più potente di distruzione della pace, oggi, è l’aborto”.

Gli attacchi
Le parole pronunciate da Boccia nel programma di Serena Bortone hanno provocato un vespaio di polemiche sui social. C’è chi non si è limitato a criticarle ma si è spinto persino a chiedere la rimozione della giornalista dalla vicedirezione del Tg1 proprio nello stesso giorno in cui da sinistra sono piovute addosso accuse di censura alla Rai per la mancata partecipazione di Antonio Scurati allo stesso programma con un monologo sull’antifascismo poi pubblicato integralmente dal presidente del consiglio Giorgia Meloni sulla sua pagina Facebook. Ad esempio l’ex deputata Pd Anna Paola Concia su X da un lato ha parlato di “censura in Rai” per la vicenda Scurati, dall’altro sull’intervento di Boccia si è rivolta direttamente all’azienda di Viale Mazzini in un tweet scrivendo “Vogliamo denunciare?” e poi aggiungendo che la giornalista “non si può permettere neanche di dire che è un delitto”. In un altro tweet sempre riferito alla vicedirettrice del Tg1, la già esponente dem ha scritto che “in Germania sarebbe stata rimossa”.

Pier Paolo Pasolini in un articolo su Il Corriere della Sera del 19 gennaio 1975 scrisse di essere “traumatizato dalla legalizzazione dell’aborto, perché la considero, come molti, una legalizzazione dell’omicidio”.

Come si può negare una evidenza solo perché è comodo farlo? Gli stessi delinquenti che cianciano quando affonda un barcone poi godono per il ‘diritto’ ad uccidere vite umane di italiani. L’aborto non è solo un omicidio, anche masochismo etnico.