Sgozzata in chiesa Aosta, africano non vede l’ora di tornare in Italia

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Sohaib Teima, l’africano di 21 anni di origine egiziana nato a Fermo e diventato ‘italiano’ per ius soli – ai 18 anni diventano tutti ‘italiani’-, attualmente detenuto nel carcere di Grenoble in Francia, ha accettato con gioia la sua estradizione in Italia. Tutti i delinquenti amano farsi giudicare dai magistrati italiani.

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È stato arrestato a Lione la scorsa settimana ed è “gravemente sospettato” dall’ufficio del procuratore di Aosta dell’omicidio della sua compagna, Auriane Nathalie Laisne, una donna francese di 22 anni. Laisne è stata uccisa a coltellate e il suo corpo è stato trovato il 5 aprile in una chiesa in rovina sopra La Salle, in Valle d’Aosta.

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Domani, Teima comparirà davanti ai giudici della ‘chambre de l’instruction’ della Corte d’appello di Grenoble, che decideranno sulla sua consegna all’Italia in seguito al mandato d’arresto europeo emesso dal nostro paese. Si prevede che la decisione sarà presa entro sette giorni.

Teima “nega categoricamente ogni accusa relativa all’omicidio”. Questo è quanto dichiarato dall’avvocata Lucia Lupi, che difende il giovane insieme al collega Igor Giostra nel procedimento penale italiano. Teima, già denunciato in Francia per violenze verso la stessa vittima, ha fornito una versione dei fatti che i suoi avvocati preferiscono non rivelare al momento. Ieri, il giovane ha avuto un colloquio in carcere a Grenoble con il suo avvocato francese, in vista dell’udienza per la possibile estradizione in Italia che si terrà domani.