Nella scuola è rimasta una sola bambina italiana

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Certo. Poi, quando ci sarà bisogno, chiedete ai ‘cittadini del mondo’ di difendervi da altri ‘cittadini del mondo’.

Ovviamente, la soluzione dei nostri geniali ministri è obbligare i vostri figli a frequentare la scuola degli spacciatori stranieri, non rimandare a casa propria gli spacciatori stranieri. Non servono tetti, servono muri: alle frontiere. E servono politici che superino un quoziente intellettivo mediocre.

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Nel degradato e multietnico quartiere perugino di Fontivegge, c’è una scuola senza italiani: nella classe quinta della Primaria “Pestalozzi” c’è una sola bambina figlia di genitori nati in Italia. Il che non ci conferma che sia davvero italiana.

Tutti i suoi compagni, ventidue, sono figli di coppie arrivate dall’estero. Un riflesso dell’alta concentrazione di stranieri che vive in quella fetta di città con vista sulla stazione. Non a caso degradata: per la loro presenza.

Ma il numero, dice la dirigente Ida Settembrini, «non deve essere qualcosa che spaventa». No, infatti, non spaventatevi. Alla “Pestalozzi” «dove si fa un grande lavoro di integrazione» l’auspicio della preside è infatti che quella «torni ad essere la scuola di tutti. Anche degli italiani». Anche di italiani.

C’è anche il nodo della dispersione scolastica. I numeri certificati dall’Istat dicono che è oltre il 30% per gli stranieri mentre per gli italiani è del 9,8%. La conoscenza dell’italiano è del 22% in meno per gli studenti stranieri rispetto a uno studente italiano. Per il ministro Valditara «significa un anno in meno». Lui, ovviamente, lavora per includerli. Perché come i suoi colleghi di governo non brilla per comprensione della realtà.

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Quello della scuola di Perugia è un caso neanche troppo isolato dentro a una regione, l’Umbria, in cui i numeri dicono che gli studenti stranieri sono poco più di 16mila su 116mila alunni totali, quasi il 14%. Nella scuola perugina “Pestalozzi”, della novantina di iscritti suddivisi in cinque classi, la quasi totalità degli studenti è straniera. Così è anche all’Infanzia con indirizzo Montessori, che fa parte del plesso. «Per il prossimo anno abbiamo guadagnato in iscrizioni», dice la preside.

Pagate le tasse per pagare gli stipendi a insegnanti e dirigenti che insegnano agli invasori. E che si baloccano perché ‘guadagnano in iscrizioni’. Poi verranno decapitati come in Francia ma, a quel punto, sarà tardi.

E in un quartiere dove si è imboccata la via della sostituzione etnica, una scuola lavora «per una realtà possibile» in cui si crescono «cittadini del mondo», ciancia proprio una delle insegnanti della classe, tal Chiara Flamini, che da cinque anni insegna a Fontivegge, quartiere perugino dove a la presenza degli stranieri si accompagna al degrado e allo spaccio di droga.

Il piano del governo non è fermare l’invasione: è diffonderla. E’ un piano criminale e stupido.

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2 pensieri su “Nella scuola è rimasta una sola bambina italiana”

  1. Non ci sono piu bambini italiani?
    Quindi questo e’ il destino che tocca ad i leghisti.

    twitter.com/ImtiazMadmood/status/1779860544582787571

    Questo non e’ uno scherzo.
    E’ realtà.

  2. E l’hanno lasciata li finche’ e’ rimasta l’unica?Bisogna toglierli appena ne arriva uno e che se li succhino i loro minimigranti, gli porteranno anche la mela ai professori!Dove finisce la mela e’ altra questione.

I commenti sono chiusi.