Magistrati vogliono condannare a 13 anni i «giustizieri di pedofili»: costretti a risarcire i pedofili

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In pratica vogliono condannarli per avere fatto quello che dovrebbero fare i poliziotti postali: adescare omosessuali pedofili e poi punirli. Se non dovessero perdere tempo a cercare immaginifiche minacce fasciste.

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Due giovani italiani, un 20enne e un 19enne, sono accusati di aver adescato e derubato otto omosessuali tra il giugno 2022 e il febbraio 2023, fingendo di avere 13 anni e attirandoli in luoghi isolati.

Il pubblico ministero Barbara Sabattini ha chiesto 13 anni e due mesi di pena complessiva per i due giovani, noti come i “giustizieri dei pedofili”. La richiesta di pena tiene già in considerazione la riduzione di un terzo per il rito abbreviato.

I ragazzi si sono ispirati alla serie TV americana “To Catch a Predator” e volevano punire gli omopedofili per le loro “bieche abitudini sessuali”. In un’occasione, i carabinieri li hanno arrestati mentre un omosessuale di 50 anni che credeva di andare a violentare un 13enne era legato e ferito dall’uso di un taser.

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In sei casi, il reato di sequestro è caduto per ritiro della querela o per la sua non presentazione.

I due ragazzi sono stati costretti a scusarci e hanno risarcito quattro pedofili, mentre per due pedofili non rintracciabili, è stata fatta una donazione a organizzazioni di volontariato con il consenso del giudice. La sentenza sarà emessa mercoledì.

Questo è lo Stato italiano ben rappresentato da Mattarella.




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